Le Ballate di Chopin

4042577L’apparizione della prima ballata scritta da Chopin scatenò un vero putiferio. Lo stesso Schumann la definì “una delle sue opere più selvagge e caratteristiche” e non meno stupore generarono via via le altre tre che seguirono ad essa. Il fatto che sia stato Chopin a utilizzare per la prima volta il termine ‘ballata’ per composizioni musicali esclusivamente strumentali può essere connesso con quel desiderio dei musicisti romantici di creare delle corrispondenze tra la musica e la poesia anche servendosi di intitolazioni comuni alle due arti. Proprio l’utilizzo del termine ballata ha creato un grosso dibattito attorno a queste composizioni, dibattito vertente sull’esistenza o meno di un legame addirittura programmatico tra la musica di Chopin e i versi del poeta e compatriota Mickiewicz. Pare che lo stesso autore abbia affermato di aver tratto ispirazione dalle ballate dello scrittore polacco, come cita Schumann in una famosa recensione. E’ comunque ormai assodato da autorevoli recenti studi che lo stimolo creatore o una certa affinità artistica e ideologica tra i due tipi di composizione non debbano essere confusi con un parallellismo preciso tra le parole di Mickiewicz e le note di Chopin.

Il pezzo è costruito da due temi centrali: il primo introdotto nella settima battuta dopo la breve introduzione; il secondo nella sessantanovesima. Entrambi i temi si ripresentano in diverse forme. La ballata è nel tempo composto di 6/4 ad eccezione dell’introduzione (in 4/4) e della coda (in 2/2). Le sezioni del brano sono tecnicamente impegnative, e la sua complessa struttura combina la strttura di una sonata e quella di una variazione.

pianoforte: Arturo Benedetti Michelangeli