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Con quest’opera ci troviamo dinanzi ad uno Chopin diverso, non solo perchè per la prima volta affronta un lavoro di notevoli dimensioni, ma perchè si cimenta con l’orchestra. La matrice stilistica è di stampo mozartiano con la evidente tendenza a una continuità logica ed espressiva sia nell’accostamento equilibrato dei vari incisi ritmici che nel desiderio di non creare spaccature.

Prevede i tre movimenti tipici di un Concerto di quel periodo.

  1. Allegro maestoso
  2. Romance – Larghetto
  3. Rondo – Vivace

Primo Movimento – Allegro Maestoso
L’Allegro Maestoso si apre con un preludio orchestrale in cui vengono esposti entrambi i temi. Il primo, perentorio, in minore, mentre il secondo, cantabile, in maggiore. Quando il pianoforte “prende la parola”, attacca fortissimo con il primo tema già arricchito da numerosi passaggi virtuosistici. Sin da questo primo esordio appare nettissima la supremazia del solista sull’orchestra, supremazia che si esprimerà per tutta la durata del concerto. Gli archi accompagnano, ma con leggerezza estrema, il canto soave del secondo tema, sottolineando appena la melodia. Questa viene trasformata dal pianoforte e richiama le atmosfere sognanti e rarefatte dei Notturni. Nello sviluppo il solista esegue frequenti pezzi di bravura mentre la ripresa conclude in forma tradizionale il primo movimento.

Secondo Movimento – Romanza – Larghetto
La Romanza è forse il momento più intenso di tutta la composizione. L’orchestra, pianissimo, ci introduce in un clima affettuoso, ricco di pathos, simile ad un canto d’amore adolescente. Risponde, languido e dolcissimo, il pianoforte. Soave è l’episodio in cui il solista dialoga con il fagotto e altrettanto ricco di fascino è il momento in cui il tema passa agli archi, che lo eseguono sottovoce. Sul canto lontano e struggente del pianoforte attraversa regioni melodiche molto diverse creando infinite suggestioni.

Terzo Movimento – Rondò – Vivace
Il Rondò è costruito su di una danza popolare polacca, la Krakowiak. A un iniziale breve dialogo tra archi e fiati risponde il solista e l’atmosfera gioiosa ci investe immediatamente. Slittamenti ritmici, giochi di corrispondenze rendono con notevole efficacia il ricordo di un ballo popolare. Con questo tributo alla sua terra Chopin conclude il concerto.

L’esecuzione al pianoforte è della grande pianista Martha Argerich.

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Concerto Pianoforte e Orchestra n.1 – Signori, giù il cappello!

Categorie: Romanticismo