Fantasia-Improvviso in Do diesis minore op.66

igoshina Quest’opera fu scritta nel 1834 ma fu pubblicata postuma nel 1855. Recenti studi hanno dimostrato che anche il termine Fantasia venne aggiunto successivamente. L’Op.66 fu il primo Improvviso composto da Chopin e, se possiamo citare le parole dello stesso, non costituì, come del resto gli altri, una composizione particolarmente significativa; nonostante questo rimane uno dei suoi pezzi più famosi. Ancora oggi è sconosciuto il motivo che indusse Chopin a non pubblicare l’Op. 66. Secondo l’interpretazione di Hedley, nel 1834, anno della composizione, l’autore inviò alle sorelle un volume di brani pianistici, non solo di sua invenzione, tra i quali vi era anche l’Improvviso op.89 di Moscheles. Tra la sua Fantasia-Improvviso e quest’ultimo esistono alcune analogie, soprattutto per quanto riguarda la linea melodica e l’andamento ritmico della prima idea tematica, anche se la composizione di Chopin supera di gran lunga quella di Moscheles. Pare comunque, sempre secondo Hedley, che il musicista, per evitare critiche o, peggio ancora, accuse di plagio, preferì lasciare il suo manoscritto in un cassetto. Le curve melodiche riprodotte nel disegno in basso permettono di confrontare i temi iniziali dei due improvvisi. Nell’improvviso chopiniano le idee tematiche sono due e profondamente diverse tra loro.

400px-Fan_Imp_ChopinLa prima, Allegro agitato, è un turbinio incessante di suoni fittissimi che si rincorrono in un clima affannoso, dove lo slancio verso l’acuto viene continuamente inibito da passaggi cromatici discendenti. La tempesta pare totalmente sedata con il secondo episodio, Moderato cantabile. Con un espediente tecnico, che si chiama enarmonia, Chopin modifica completamente il quadro di riferimento tonale senza passaggi di collegamento. Lo stesso suono della scala, dopo le innovazioni stabilite dall’invenzione del temperamento equabile, può subire tre denominazioni diverse, perché su di esso vengono a coincidere sia il suono più acuto, quando viene abbassato con un’alterazione (b=bemolle), sia il suono più grave, quando viene innalzato (#=diesis). All’ascolto l’effetto è come di un incantesimo: non si avverte uno spostamento ma piuttosto una trasfigurazione. Il tema è cantabile e affettuoso, dolcissimo e lirico. Si tratta di una di quelle melodie che difficilmente si dimenticano. Il ritorno del tormentato tema iniziale interrompe il sogno, ma la quiete ritorna nella coda, quando, dopo un diminuendo, riappare, eseguito al grave, il secondo tema. Con esso si con chiude la composizione.