Breve analisi della Sinfonia n.8 in Si minore D759

schubert La partitura di questa composizione, la più popolare del musicista, fu trovata casualmente solo 37 anni dopo la sua morte ed eseguita per la prima volta nel 1865 sotto la direzione di Johann Herbeck. Scritta tra il 1822 ed il 1823, la Sinfonia n.8 non fu completata; come avvenne anche per altre composizioni, esistono brevi abbozzi relativi al terzo movimento, uno Scherzo, che forse Schubert non volle poi mettere a punto per non sciupare un discorso musicale già perfettamente concluso e coerente.

L’intonazione fortemente drammatica, oltre a certe novità armoniche e formali, fanno dell’Incompiuta una composizione a sè  che si stacca dalla precedente produzione sinfonica del musicista.

L’Allegro Moderato si apre nella dolente tonalità di do minore, con un’introduzione cupa e dolorosa affidata a violoncelli e contrabbassi; sull’entrata più animata di violini e viole si innesta il primo tema, annunciato in lontananza da oboe e clarinetto: una melodia dolcissima, tra le più pure mai create da Schubert, carica di sconfinata tristezza. Il secondo tema ci offre una pausa rasserenata: una danza che riecheggia suoni e ritmi popolareschi si contrappone al primo tema con estrema nitidezza. Le sonorità, a volte flebili, a volte poderose, creano un gioco di chiaroscuro in cui l’abilità di Schubert si mostra a livelli elevatissimi.

Il secondo movimento, Andante con moto, è ricco di spunti tematici che ci coinvolgono in un caleidoscopio di immagini, come in un gioco di specchi. Il continuo ricomparire di quattro incisi genera tutto il movimento, che progredisce attraverso colpi di scena, variazioni di ritmo, pause e sincopi, e suscitando un’atmosfera di vibrante emozione, oscillante tra un denso pathos e un raccolto lirismo.

 

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