mendLa composizione è articolata in quattro tempi:

1. Allegro vivace
2. Andante con moto
3. Con moto moderato
4. Saltarello: Presto

Primo Movimento
L’allegro vivace con cui si apre attacca con un motivo vigoroso in levare (cioè sull’ultimo tempo della misura): una scelta stilistica estremamente efficace, in grado di conferire al motivo uno slancio maggiore. Il ritmo è serrato e la comparsa della seconda e poi della terza idea tematica non apre nuovi orizzonti ma rende ancora più compatto e unitario il discorso. Dai diversi temi sovrapposti, ma in perfetta sintonia, non scaturisce infatti una situazione dialettica, bensì un panorama coerente, che va arricchendosi di momento in momento.

Secondo Movimento
L’Andante con moto è basato su una melodia triste e lenta che, secondo Moscheles, è il tema di una canzone di pellegrini cecoslovacchi; sostenuta da un incessante procedere degli archi, con un ritmo uniforme e suoni staccati, questa nenia viene interrotta qua e là da un secondo motivo più aperto e cantabile, ma è su un accenno al tema principale che la melodia, lentamente, si spegne.

Terzo Movimento
Il terzo movimento, Con moto moderno, è una forma di scherzo. La prima parte è fluida e cantabile e viene ripetuta come un ritornello, con qualche leggera variazione, dopo il trio, in cui i corni dominano la scena, come nella Sinfonia n.3 di Beethoven. E’ importante notare però che il motivo dei corni viene inserito anche nella ripetizione della prima parte, come un effetto interessante di dialogo tra i due nuclei tematici. Sembra che questo movimento sia stato ispirato dallo studio di un’opera umoristica che Goethe aveva scritto per una sua amica, Lili Schonemann, dal titolo Lilis Park; ne abbiamo notizia da una lettera che Mendelssohn scrisse a sua sorella Fanny il 16 novembre 1830 un cui dice “voglio trasformare Lilis Park in uno scherzo per sinfonia”

Quarto Movimento
L’ultimo movimento è un Saltarello: Presto, un dichiarato tributo di affetto e simpatia alla terra italiana che anche con i suoi balli popolari aveva saputo far nascere in lui un mondo di suoni così sfolgorante. Il ritmo è incalzante, teso e nervoso, anche nel primo motivo, eseguito dai flauti. L’alternanza dell’andamento a terzine con quello binario, o addirittura la sovrapposizione di queste due figurazioni ritmiche, crea un continuo cambiamento e rende la danza ancor più briosa ed elettrizzante. Ed è con questo ballo vorticoso e caparbio nel suo procedere con immutata energia che la sinfonia si conclude.

Considerata l’opera più famosa di Mendelssohn, sin dalla prima esecuzione, che avvenne a Londra il 13 marzo 1833 sotto direzione dell’autore, l’Italiana ricevette numerosi consensi.

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