Si abbandonò al suo estro ed arricchì il panorama musicale col suo talento cristallino

Quando Mendelssohn aveva solo sedici anni ricevette una lettera dall’ormai anziano Goethe che, conosciutolo, predisse per lui un futuro magnifico riconoscendogli “un’anima stupenda, ricca e traboccante di energia creativa”.

Non a caso, i frutti di questo talento si concretizzarono nell’ouverture del “Sogno di una notte di mezza estate”. Mendelssohn era allora un’adolescente curioso e affascinato da tutto ciò che in qualche modo andava oltre la razionalità e rientrava invece nel mondo del fantastico e del soprannaturale. La scoperta di Shakespeare e del suo mondo fantastico ricco di elfi, fate e avvenimenti misteriosi colpì la sua attenzione inducendolo a scrivere un brano musicale introduttivo alla commedia.

Fu l’occasione in cui l’ouverture divenne forma a sè stante e non più intesa soltanto come preludio a un’opera lirica. Sempre lucido nel comporre opere equilibrate e rispettose dei canoni formali della classicità, il compositore apparve al tempo stesso attratto dal fiabesco e dal misterioso a pronto a eludere i rigori architettonici della tradizione consacrata, ogni volta che la sua fervida attività inventiva lo rese indispensabile. Si abbandonò al suo estro ed arricchì il panorama musicale con suo talento cristallino.

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