butterflyMadame Butterfly è un’Opera in tre atti di Giacomo Puccini, su libretto di Illica e Giacosa. L’Opera venne rappresentata per la prima volta a Milano al Teatro alla Scala, il 17 febbraio 1904. Nell’estate del 1900 Puccini aveva visto a Londra il dramma che Belasco ( impresario teatrale) aveva tratto da una novella dell’americano J.L.Long, mutandone in tragedia il consueto lieto fine. La prima rappresentazione della Madame Butterfly fu un insuccesso a causa della divisione dell’Opera in due soli atti rendendo così troppo lungo il secondo. Il 28 maggio 1904 venne ripresentata a Brescia, questa volta in tre atti, riscuotendo un grande successo. L’Opera è centrata sul personaggio di Butterfly, all’ombra della quale si muove l’ancella Suzuki; gli altri personaggi sono pallide figure come Pinkerton e Sharpless, o macchiette come Goro e Yamadori.

Il carattere della protagonista ha uno sviluppo coerente, dalla ingenuità iniziale ai primi sospetti sul proprio destino, fino al terzo atto in cui, rassegnata, domina assoluta sulla scena. Puccini, attento all’atmosfera esotica del dramma, ricorse talvolta a ritmi e motivi giapponesi liberamente reinventati.

Atto I
In una casa con giardino, a Nagasaki. Il tenente della marina americana Pinkerton (tenore) attende il corteo nuziale della sua sposa, la geisha Cio–Cio–San detta Madame Butterfly. Goro ( tenore), sensale di matrimoni, gli presenta l’ancella Suzuki (mezzosoprano). Giunge il console americano Sharpless ( baritono) e Pinkerton descrive all’amico i pregi di Butterfly, aggiungendo che si sposa secondo la legge giapponese, non riconosciuta dagli Stati Uniti. Sharpless replica però che per Butterfly è cosa seria. Intanto arriva Butterfly ( soprano), che presenta ai parenti il futuro marito. È appena terminata la cerimonia che irrompe lo zio, prete buddista, di Butterfly, maledicendola per aver tradita la religione degli avi. Pinkerton lo scaccia e rimane finalmente solo con Butterfly.

Atto II
In una stanza della sua casa Butterfly, col bimbo nato dal matrimonio, discorre con Suzuki. Pinkerton è partito, promettendo di tornare a primavera; ma da tre anni non dà notizia di sé. Nonostante i dubbi di Suzuki, Butterfly è fiduciosa; tanto che Sharpless, giunto insieme a Goro, non osa leggerle la lettera in cui Pinkerton annuncia il suo arrivo e il suo nuovo matrimonio con un’americana. Madame Butterfly non dà ascolto a Goro che, ricordandole che per la legge giapponese è ormai libera, le propone nuovi pretendenti: congeda anzi il nobile e ricco Yamadori, presentatosi a rinnovare le sue proposte. Quando Sharpless tenta di prepararla alla notizia dell’abbandono, Butterfly gli mostra il figlio di cui Pinkerton ignora l’esistenza. Allontanatosi il console verso la nave di cui un colpo di cannone ha annunciato l’atteso arrivo, Butterfly infiora la casa e indossa le vesti nuziali. Accoccolata sulla stuoia, veglia in attesa del marito.

Atto III
Butterfly si allontana dalla stanza col bimbo addormentato, dopo avere atteso inutilmente. Poco dopo, con la moglie e Sharpless, giunge Pinkerton: Suzuki va a chiamare Butterfly. Pinkerton contempla la casa con un vago rimpianto e, non avendo il coraggio di vedere Butterfly, esce mentre ella fa il suo ingresso con il bambino. Nel vedere l’americana, comprende. Suzuki cerca di farle coraggio, Sharpless le suggerisce di affidare il bambino ai Pinkerton. Improvvisamente calma, Butterfly promette di consegnare il bambino tra mezz’ora. Rimasta sola, indossa la sciarpa cerimoniale e prende il pugnale col quale “ si muore con onore “ come dice la scritta che vi è incisa. Abbraccia il figlio, gli benda gli occhi, gli dà dei giocattoli. Poi, dietro un paravento, si fa harakiri. Pinkerton, che la chiamava, compare sulla soglia insieme a Sharpless: ma Butterfly, trascinatasi accanto al bambino, è morta.

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