cherubinLa composizione presenta un rigore formale in cui si avverte l’influsso del Classicismo viennese; d’altra parte il predominio incontrastato della scuola austro-germanica nel genere sinfonico costringeva chiunque si accingesse a scrivere musica di quel tipo a fare i conti con Haydn e Mozart; da qui la consuetudine, peraltro assai riduttiva, di considerare Cherubini epigono or dell’uno or dell’altro dei due grandi sinfonisti austriaci. Senza dubbio la materia del tutto nuova lo portò a scrivere con non poche difficoltà, ma nel rispetto della struttura formale.

Non è un’opera che piace subito; si manifesta poco alla volta, dopo numerosi ascolti.

Il tema del primo movimento, Largo, Allegro, Presto, è fresco e giocoso, paragonabile a temi di Paisiello o Cimarosa, e mostra come l’opera sia ricca anche di momenti di vivacità narrativa. Il contrasto tra stati d’animo opposti è l’anima di tutta l’opera, caratterizzata da rapidi passaggi da una famiglia orchestrale all’altra.

Nel secondo movimento, Larghetto cantabile, l’apparente frammentarietà del discorso che si sviluppa produce un effetto drammatico.

Il terzo movimento, Minuetto (Allegro non tanto), è invece ironico e burlesco, giocato tra il brivido e lo sberleffo, mentre il quarto movimento, Allegro assai, celebra la conclusione gloriosa e festante con una corsa a perdifiato, decisa e virile.

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