Il Concerto Grosso la sua migliore firma

Francesco Saverio Geminiani La produzione del compositore lucchese è molto ricca. Si distinse particolarmente nella composizione dei concerti grossi ma spaziò in tutte le direzioni musicali.

Scrisse

  • 12 Sonate a Violino, Violone e Cembalo op. 1 (1716)
  • 6  Concerti grossi con due Violini, Violoncello  e Viola di concertino obbligati e due altri Violini e Basso di Concerto grosso ad arbitrio, il IV, V, e VI si potranno suonare con due flauti traversieri o due Violini con Violoncello op. 2 (1732)
  • 6  Concerti grossi con due Violini, Viole e Violoncello di concertino obbligati e due altri Violini e Basso di Concerto grosso op. 3  1732)
  • 12 Sonate a Violino e Basso op. 4 (1739)
  • 6  Concerti grossi con due Violini, due Viole e Violoncello obbligati, con due altri Violini e Basso di ripieno op. 7 (1743; trascr. delle son. I,II,2,5,7,9 dell’op. 4)
  • 6 Sonate di Violoncello e basso continuo op. 5 (L’Aja, 1746; poi trascr. e pubbl. come Sonates pour le Violon avec un Violoncelle ou Clavecin, Parigi 1746)
  • 6  Concerti grossi composti a 3,4,5,6,7,8 parti reali per essere esguiti da due Violini, Viola e Violoncello di concertino e due altri Violini, Viola e Basso di ripieno, a’ quali vi sono ammessi due Flauti traversieri e Bassone op.7 (1746)

Si cimentò con grande competenza nella scrittura di ben sei trattati di teoria musicale, tecnica violinistica, clavicembalistica: le “Rules for Playing in a True Taste”, pubblicato nel 1748, “A Treatise of Good Taste in the Art of Musick” del 1749; l’ “Art of Playing the Violin” del 1751, che è il primo e uno dei più importanti trattati per violino del diciottesimo secolo, stampato, durante la vita di Geminiani, in tre edizioni inglesi ed una in francese; la “Guida Armonica” (1754);  “The Art of Accompaniment” (1754); “The Art of Playing the Guitar or Cittra”, stampato ad Edimburgo nel 1760.
Eccetto che per alcuni viaggi a Parigi, Paesi Bassi e Dublino, Geminiani trascorse gli anni centrali della sua vita a Londra. Infine, su invito di Duborg, si trasferì a Dublino, dove nel 1760 era ancora attivo, visto che fu in grado di dare un concerto, l’ultimo, alla considerevole età di settantadue anni, e due anni più tardi di dare alle stampe un’altra raccolta di Pièces de Clavecin.

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