Haendel e la sua “patria” inglese

handel

La Reale Accademia Musicale – Haendel compositore del Re

Dopo aver rivestito per breve tempo il ruolo di direttore musicale alla corte di Hannover si trasferì a Londra nel 1711 per rappresentarvi il Rinaldo. Qui decise di stabilirsi e di fondare un Teatro Reale dell’Opera: la Royal Academy of Music. Tra il 1720 e il 1728, scriverà per questo Teatro ben quattordici opere. A Londra, sotto tre sovrani, Händel conoscerà la vera gloria divenendo il musicista della famiglia reale inglese. Vivrà anche scandali e rivalità dovute soprattutto a motivi politici: il Re Giorgio I, tedesco, non era ben visto dal partito conservatore inglese, che non potendolo attaccare direttamente, prese come bersaglio il compositore tedesco e la sua musica; secondo i maligni la sua Musica non rispecchiava i canoni del modello italiano allora in voga a Londra e in Europa: vennero ingaggiati diversi compositori italiani da contrapporre al tedesco, tra cui Giovanni Bononcini e Nicola Porpora; egli seppe comunque mantenere alto il proprio prestigio grazie a composizioni memorabili. Decaduta la moda italiana, Händel, col sostegno della famiglia reale, seppe riproporsi con degli Oratori, ancor oggi considerati tra le opere più mirabili della sua arte come il celeberrimo “Hallelujah”.
Le pressioni a cui fu sottoposto lo portarono a un colpo apoplettico da cui fortunatamente si riprese subito e gli sforzi cui sottopose la sua vista gli causarono gravi problemi alla vista. Fonti non certe raccontano che un oculista itinerante, ciarlatano, un certo John Taylor, detto Chevalier per distinguersi da altri omonimi, già responsabile della cecità di Johann Sebastian Bach, si offrì di operare Händel, ma non fece altro che renderlo completamente cieco, a causa dell’uso di strumenti non sterilizzati. Impossibilitato a comporre e con scarsa voglia di vivere, fece testamento, chiedendo di essere sepolto nell’Abbazia di Westminster con una cerimonia semplice.

Morì il 14 aprile 1759.

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