Mozart – Sinfonia n.41 K.551 – Breve Analisi

JupiterIl titolo, Jupiter (Giove), con cui è nota l’ultima pagina sinfonica mozartiana non si deve all’autore, bensì al violinista e impresario londinese Salomon il quale, abbagliato da quella poderosa architettura sonora, volle sottolinearne gli attributi di autorevolezza e grandiosità.

Il primo movimento, Allegro Vivace, si apre con tre possenti rintocchi, cui rispondono i violini con un inciso esitante e dolente, in un ritmo puntato: dalla fusione dei due elementi contrastanti nasce lo scultoreo primo tema, ripreso trionfalmente ‘a piena orchestra’. Dopo una sezione di transizione fa la sua apparizione il secondo tema proposto dai violini, un motivo scorrevole e leggero. Lo sviluppo inizia proprio con rielaborazioni del secondo tema cui si oppone il motivo iniziale in un gioco delle parti di perfetto equilibrio, finchè, con la ripresa, il primo tempo si conclude con un’energica e gioiosa fanfara.

L’Andante Cantabile è una pagina di intenso pathos che si colloca ai vertici dell’arte mozartiana. Nell’esposizione compaiono tre nuclei tematici: un primo serenamente cantabile, un secondo più agitato e fremente, un terzo aperto e caldo. Lo sviluppo è totalmente dominato dalla seconda idea tematica fino a quando ricompare, ampia e rassicurante, la terza idea che introduce la ripresa, ricca di variazioni e ampliata da una coda di notevoli dimensioni.

Il Minuetto è un Allegretto è assai misurato e rappresenta l’oasi di tranquillità prima del Finale.

Il Finale è Molto allegro. Strutturato secondo la forma sonata con una lunga coda in cui spicca il fugato. Cinque sono i motivi tematici che si snodano all’interno del movimento, prima distesi e ariosi, poi sempre più fitti e intrecciati in un gioco contrappuntistico ardito e intenso. Ora emergono echi di fanfara nel ritmo puntato dei corni, ora frammenti cantabili e suadenti. Il breve sviluppo è caratterizzato dalla presenza della seconda idea tematica che domina con decisione. Dalla ripresa scaturisce la coda. Il primo tema, sommesso, è eseguito ora dall’uno ora dall’altro strumento, e la conclusione  giunge esultane e gioiosa.