rienzi1Nel luglio 1837 Wagner si stabilì a Riga e firmò il contratto di direttore musicale del teatro cittadino. Furono anni molto tormentati: ai problemi economici si univa una non infondata gelosia nei confronti della moglie, l’attrice Minna Planer, che poco tempo dopo lo abbandonò per un uomo d’affari di nome Dietrich. In questo stesso periodo fu molto preso dalla lettura del libro di Edward Bulwer Lytton, “Rienzi, l’ultimo dei tribuni”, e subito nacque in lui il desiderio di trasformarlo in un’Opera. Questa storia lo impegnò profondamente e allontanò la sua mente “dalla miseria della mia attuale vita privata”, come ebbe a dire alcuni anni dopo. Il Destino, sovente beffardo, gli presentò l’occasione per una riconciliazione con la consorte quando lo stesso Wagner convinse il direttore del teatro, Karl von Holtei, a ingaggiare come prima attrice la sorella minore di Minna; quest’ultima non perse l’opportunità di scrivere una commossa lettera al marito chiedendo perdono e ammettendo le proprie colpe. Il musicista la perdonò immediatamente e le due donne si stabilirono a Riga nell’ottobre del 1837. Il repertorio di Wagner, come direttore, era molto vario: dal Flauto magico di Mozart alla Norma di Bellini, da Beethoven a Weber. Due opere, non dirette da lui, che però ebbero una diretta influenza sulla stesura dell’opera “Rienzi”, furono il “Fernando Cortez” di Spontini e “La juive” di Halé. I primi due atti di quest’opera furono scritti a Riga, ma era desiderio di Wagner allestirla a Parigi, e per questo motivo scrisse sia a Meyerbeer sia a Scribe. Nel marzo del 1839, assai prima del previsto, l’opera era conclusa. Per sfuggire ai creditori fu però costretto a partire di nascosto. Dopo numerose peregrinazioni, nell’aprile del 1842, Wagner e Minna giunsero a Dresda dove, il 20 ottobre, avvenne la prima rappresentazione di “Rienzi”. Il successo fu tale da indurre il direttore del teatro di corte ad allestire un’altra opera che Wagner aveva composto in quegli anni, “Il vascello fantasma”.

“Rienzi” è un’opera tragica in cinque atti, di cui Wagner fu autore sia come librettista che come musicista. La storia narra di Cola di Rienzo, tribuno del popolo ormai in declino nella Roma del XIV secolo. I nobili tramano una congiura per riconquistare il potere e, né la sorella Irene né il coraggioso Adriano Colonna, che la ama profondamente, riescono a salvarlo. Il popolo ignaro, sobillato dall’avida nobiltà, si rivolta contro il tribuno, che muore tra le rovine del Campidoglio in fiamme con Irene e l’amico.