RichardWagnerIl 1842 è l’anno del vero debutto teatrale di Wagner con la tanto sospirata esecuzione del “Rienzi” a Dresda. Il successo ottenuto gli procura la carica di Musikdirektor all’opera di corte. La prima rappresentazione de “Il vascello fantasma”, andata in scena sempre a Dresda nel 1843, testimonia la volontà ormai concreta di allontanarsi dai modelli allora imperanti in tutta Europa, da quelli belcantistici all’italiana a quelli francesi o anche tipicamente tedeschi. Wagner vuole un’opera che non sia un insieme di pezzi chiusi interrotti da recitativi ma che si dispieghi in un continuo flusso melodico, tale da trascinare l’ascoltatore in una dimensione emotiva mai esplorata prima. Nel 1848 partecipa ai moti rivoluzionari aderendo alle file degli anarchici; per queste sue inclinazioni politiche sarà arrestato e condannato a morte. Fortunatamente riuscì a fuggire e a rifugiarsi a Zurigo dove si trattenne fino all’amnistia ottenuta nel 1860. Reso celebre dalle proprie disavventure politiche e dalle idee rivoluzionarie, comincia la stesura di diversi trattati politico-artistici, tra cui si ricordano “L’arte e la rivoluzione” del 1849, “Opera e Dramma” del 1851 e soprattutto “L’opera d’arte dell’avvenire”. Liszt, gigante del pianoforte, grande amico di Wagner, organizza a Weimar nel 1850, la prima rappresentazione del sublime “Lohengrin”, in cui si palesa un nuovo sviluppo della drammaturgia wagneriana. Nel 1852 Wagner comincia a lavorare assiduamente all’ambizioso progetto de “L’anello del Nibelungo”, un immenso dramma teatrale suddiviso in un prologo e tre giornate. Il “Ring” è anche il protagonista di un’interruzione decennale nella stesura, durante la quale il compositore, nella sua frenetica vita, si separa dalla moglie e compone “Tristano e Isotta” e “I maestri cantori di Norimberga”. Nel 1864 Wagner è chiamato in Baviera dal nuovo re Ludovico II, suo grande ammiratore, che gli procura una cospicua rendita e una grande casa dove sistemarsi. Cura la rappresentazione del “Tristano e Isotta” che però non è accolta con grande entusiasmo dal pubblico. Si tratta, in effetti, di un’opera che non poteva che turbare i timpani dell’uditorio ottocentesco, a causa delle “bizzarrie” armoniche ivi contenute, dal celeberrimo “accordo tristaniano” nel quale l’armonia classica comincia inesorabilmente ad andare in pezzi. Parallelamente agli scandali teatrali, non mancano quelli privati. Wagner da qualche tempo intratteneva una relazione con Cosima Liszt, moglie del celebre direttore d’orchestra Hans Von Bulow e figlia del mentore Franz Liszt, relazione ben conosciuta e sulla bocca di tutti. Lo scandalo costrinse il re Ludovico II ad allontanare il maestro da Monaco, tuttavia mantenne per lo stesso la medesima forma di protezione che gli aveva concesso gli anni precedenti. Wagner proseguì con la composizione dell’Anello e scrisse “L’Idillio di Sigfrido”, poetico, ispiratissimo acquerello orchestrale in onore del figlioletto appena dato alla luce da Cosima e battezzato come Sigfrido. Nel 1870, dopo la morte della moglie Minna, sposa finalmente Cosima. Trascorse un periodo di tranquillità e serenità durante il quale mise al mondo altri due figli: Isotta ed Eva. Nel 1876, con la rappresentazione completa del “Ring”, finalmente terminano anche i lavori per la costruzione di un teatro a Bayreuth, edificio eretto ad “immagine e somiglianza” della concezione teatrale wagneriana. Ormai famoso ed economicamente soddisfatto Richard Wagner, si dedica a un altro progetto: la stesura del “Parsifal”, che inizierà nel 1877 per terminare a Palermo nel 1882. Nell’autunno 1882 la famiglia Wagner si trasferisce a Venezia e si stabilisce nel palazzo Vendramin. Qui Wagner si spegne il 13 febbraio 1883 a causa di un attacco cardiaco. La sua salma viene sepolta a Bayreuth vicino al suo teatro.