Insegnare per Vivere o Vivere per Comporre

Schubert 2Nel 1814 ebbe luogo a Vienna un avvenimento di rilievo, la rappresentazione del Fidelio di Beethoven al Teatro di Porta Carinzia. Si racconta che per assistervi Schubert vendette i suoi libri di scuola: è certo che egli restò entusiasta dell’opera beethoveniana per tutta la vita. Costretto nel 1814 a iniziare l’attività di maestro nella scuola diretta dal padre, vi rimase fino al 1818. Questi anni di ingrato lavoro pedagogico, per il quale Schubert non nutriva alcun interesse, furono però tra i più fecondi della sua vita di compositore. Prima della fine del 1816 aveva già composto cinque sinfonie, quattro messe e quattro opere teatrali, ma soprattutto aveva trovato la sua strada nella forma a lui più congeniale, quella del Lied, un genere musicale che associa poesia e musica, molto caro al mondo musicale tedesco.
Negli anni di lavoro alla scuola Schubert, grazie a Josef von Spaun, conosciuto al convitto, incontrò nuovi amici, tra cui i poeti Theodor Korner, Johann Maryhofer e Franz Schober. Colpisce il fatto che nè Schubert nè il gruppo dei giovani intellettuali che lo circondava avesse alcun interesse per i grandi eventi storici del momento: la caduta di Napoleone, i Cento Giorni, la Restaurazione. L’atteggiamento prevalente era quello di una profonda introspezione sulla propria condizione e un esclusivo interesse per l’arte quale ragione di vita: sotto questo punto di vista Schubert ben rappresenta il clima borghese e antieroico che caratterizzò l’Austria in quegli anni.