Il poeta della cordiale e malinconica tenerezza intimistica.

schubertlarge0cj Nel marzo del 1828, anno in cui videro la luce alcune delle pagine più famose, fu organizzato un importante concerto di musiche schubertiane, il cui ricavato servì al compositore per comperarsi un pianoforte. La sua notorietà era cresciuta e le serate dedicate all’esecuzione dei suoi Lieder erano diventate una vera moda. Pochi mesi dopo egli si ammalava di febbre tifoide e il suo fisico già provato non resse al nuovo assalto: si spense il 19 novembre di quello stesso anno.
Schubert non è solo il poeta della cordiale o malinconica tenerezza intimistica, tipica dei Lieder, nel suo pensiero musicale vanno colti anche aspetti più tragici e ambigui. Le espressioni più mature di tale pensiero si trovano nelle due ultime sinfonie  (Incompiuta e La Grande), negli ultimi quartetti per archi, nelle sonate pianistiche degli anni 1823-28, nelle pagine per violino e pianoforte.
La forma classica, che Beethoven aveva mantenuto ben salda, in Schubert si apre ad inaudite divagazioni, le idee secondarie prendono spesso il sopravvento e si allontanano in affascinanti esplorazioni.

Questo modo di far musica fu forse l’inconsapevole risposta alla domanda che Schubert fece a se stesso, appena quindicenne:”Cosa si può fare dopo Beethoven?” E questo suo far musica lo condusse ad anticipare certi atteggiamenti di compositori successivi, come Bruckner e Mahler.