Alcuni tratti biografici

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Schubert si può considerare facente parte di quella schiera di artisti che in vita non sono stati riconosciuti per il reale talento posseduto (Van Goh, Bach, …) Ebbe una vita di delusioni e per questa ragione la facilità e la leggerezza dei primi lavori lasciarono spazio alla profondità e malinconia delle sue ultime opere. Nel tempo diventò sempre più chiuso verso l’esterno, rivelando sempre di più un aspetto malinconico attraverso la composizione e la scrittura musicale, unici linguaggi da lui prediletti.

La sua produzione, però, non si limitava ai soli Lieder, anche  se gli pubblicavano solo quelli. Di quegli anni, precisamente del 1828, furono  gli Improvvisi ed i Momenti musicali al pianoforte, la Fantasia in fa minore per pianoforte a quattro mani, unico pezzo di Franz dedicato a Carolina Esterhàzy, la Messa in mi bemolle e la Sinfonia in do maggiore. Tutto questo materiale restò a lungo nei cassetti del musicista, e vide la luce decine di anni dopo la sua morte, che giunse il 19 novembre di quello stesso anno, in seguito ad un febbre tifoide contratta dopo un viaggio estivo ad Eisenstadt, per rendere omaggio alle spoglie di Franz Joseph Haydn.

Moriva così un genio incompreso, che solo nel secondo Ottocento avrebbe trovato la gloria meritata e mai tributatagli. Schubert fu un precursore nello sviluppo dell’architettura e del linguaggio musicale sinfonico, così come lo troviamo trasformato in Bruckner e soprattutto in Gustav Mahler. Poco conosciuto in vita, si comprese solo parecchi anni dopo la sua morte che era lui la vera risposta al genio di Beethoven.

Oggi i due grandi musicisti riposano a pochi metri di distanza l’uno dall’altro, nel cimitero viennese di Wharing.