piccolaserenata La Piccola Serenata Notturna K. 525, che ha in sè lo spirito leggiadro e soave dell’antico Divertimento, risale all’agosto 1787. L’evocazione delle atmosfere notturne viene affidata ai sottili equilibri timbrici di una compagine di soli cinque archi: tutto appare semplice, felicemente ispirato e melodicamente fresco, ma si tratta di una semplicità conquistata con una sofisticatissima tecnica strumentale e per mezzo di un’abilità artistica mostruosa.

Si apre con un Allegro festoso e pieno di brio, in cui il motivo principale si staglia con decisione, formato com’è dalle note dell’accordo di tonica, che subito ripiega su un altro accordo più esitante e interrogativo. Di qui scaturisce un nuovo motivo danzante e piacevole. Tutto il primo movimento è pervaso da un senso di infantile stupore  e da una giocondità appena accennata nella perfezione formale e narrativa di un’esposizione solo apparentemente semplice.

Il secondo tempo è una RomanzaAndante, dolcissima e cullante come una ninna nanna. Due sono i temi principali, il primo quiete e sognante, il secondo appena vivace, caratterizzato dall’uso di suoni ribattuti. La pagina si chiude con il primo motivo: un bacio della buonanotte a suggello di sogni sereni.

Il terzo movimento è un Minuetto.Allegretto, garbato e nobile come si conviene a una danza di corte.
Si sa che nella partitura originale esisteva un secondo Minuetto che purtroppo è poi andato perduto.

Il Rondò:Allegro finale è vivacissimo e caratterizzato da un tema piacevole che ritorna spesso lungo l’intero movimento, facendo capolino come una garbata risata.