teatroFrancesco Cavalli ebbe il grande merito di introdurre le Arie nelle Opere; prima di lui la Musica da Teatro consisteva semplicemente di un Recitativo grave in cui gli strumenti suonavano i ritornelli. Cavalli fece di più, ebbe il merito di individuare e consolidare gradualmente gli aspetti formali di quella che era divenuta, tra il 1630 ed il 1650, la rappresentazione musicale di maggior interesse per il pubblico veneziano aristocratico e borghese e che verrà presa a modello nei maggiori teatri italiani ed europei del suo tempo.

Da questo momento l’Aria acquisisce un ruolo ed una struttura più funzionale, una forma più elegante sia nei dettagli timbrici che ritmici, si arricchisce d’armonia e di modulazioni sfruttando l’ausilio degli strumenti. Assieme a Claudio Monteverdi, certamente dotato di una maggiore sensibilità creativa, Cavalli riuscì a cogliere l’anima del valore semantico dell’estetica musicale del primo Seicento.

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Categorie: Barocco