Organista, Teorico, Compositore e “Buffone” nella “Querelle des Bouffons”

Jean-Philippe Rameau nacque a Digione il 25 settembre 1683. E’ stato uno dei più noti compositori, clavicembalisti e organisti del barocco francese ed un eccellente didatta. Nei primi anni della sua vita, anche a causa del lavoro del padre, anch’egli musicista, girovagò per molte città francesi. Fu organista ad Avignone a Clermont Ferrand ed infine anche a Parigi.
Nonostante la sua importante attività organistica non produsse composizioni per questo strumento bensì opere teoriche come “Premier livre de pièces de clave cin” e “Traité de l’harmonie reduite à ses principes naturales” (Trattato dell’armonia ridotta ai suoi principi naturali) che prendevano spunto da considerazioni e sperimentazioni applicate a questo strumento. Visse a Parigi con la moglie, anch’ella musicista, sotto le ali protettive di Alexandre Le Riche de la Pouplinière, in un appartamento nel palazzo di proprietà del nobile, in rue Richelieu a Parigi. Passarono dodici anni in quell’appartamento, e nel frattempo Rameau dirigeva l’orchestra privata del suo mecenate, sperimentava nuovi strumenti e nuove tecniche strumentali.
Fino all’età di cinquant’anni, la sua opera di compositore era ancora limitata a qualche mottetto, qualche cantata e a tre raccolte di pezzi per clavicembalo. A quell’epoca, i musicisti suoi contemporanei, ovvero gente del calibro di Vivaldi, Bach e Haendel, avevano già composto opere di rilievo, mentre lui rimaneva rinchiuso in un anonimato apparentemente stabile ed improduttivo dal punto di vista della produzione artistica.
Nel 1733 riuscì a far rappresentare la sua prima opera lirica importante, la tragedia lirica “Hippolyte et Aricie”. Questo lavoro si colloca certamente all’interno della grande tradizione francese, il cui esponente di maggior rilievo fu Lully, ma sorpassò il più illustre collega in quanto a ricchezza della parte musicale.
André Campra affermò, che vi fosse “abbastanza musica in quest’opera per farne dieci”, aggiungendo che Rameau avrebbe eclissato tutti. Il musicista dovette comunque rielaborare la sua versione originale, constatando che i cantanti non riuscivano a eseguire in modo corretto alcune delle sue arie, in particolar modo il “secondo trio delle Parche”, la cui armonia audace oltrepassava tutto ciò che era stato a quel momento prodotto.
Nonostante il caos che i seguaci di Lully montarono, trovando questo tipo di musica troppo moderna, il successo immediato lanciò la sua carriera di compositore e lo fecero diventare simbolo del regno di Luigi XV. Tragedie liriche, pastorali eroiche, atti di balletti si succedono, quasi senza interruzione, fino alla sua morte.

Rameau cambierà spesso librettista, non trovando mai una piena soddisfazione nella qualità dei testi.

Rameau è uno degli attori principali nella “Querelle des Bouffons” (“Guerra dei Buffoni”) che lo oppose a Jean-Jacques Rousseau e ad altri musicisti e teorici del suo tempo. La polemica esplose nel 1752, a causa del confronto tra la “tragedia lirica” (tradizione francese) e la “opera buffa”, importata dall’Italia. I due s’erano trovati fianco a fianco al momento di una collaborazione musicale mancata, che aveva snervato non poco Rameau e umiliato Rousseau, mediocre musicista a dispetto delle sue pretese. Ne risultarono relazioni alquanto acide; per  Rameau è l’Armonia ad essere inscritta nell’istinto dell’Uomo, e nella stessa natura dei suoni, e non la melodia come il rivale affermava, ed è pertanto l’armonia a reggere la musica, la melodia non essendone altro che un’emanazione. Nella sua opera teorica, in particolare nel “Trattato dell’armonia ridotta ai suoi principi naturali”, si trovano le basi in cui si fonda la moderna concezione tonale e la moderna teoria degli accordi e dell’armonia. Essa è anteriore alla sua carriera di compositore lirico: per la sua doppia qualità di teorico e musicista, Rameau ricevette il soprannome di Euclide-Orfeo.

Morì a Parigi il 12 settembre 1764.