Era un soprano

farinelliIl suo vero nome era Carlo Broschi (1705 – 1782) ma fu sempre appellato con il nome di Farinelli o Farinello come più volte lui stesso si firmerà. Debuttò a Napoli a quindici anni, e in seguito interpretò i migliori ruoli di soprano nelle opere, non solo in patria ma anche a Londra, Vienna e Madrid. Arrivò a Londra per la stagione operistica 1734-1735 della compagnia rivale di Haendel, l’Opera della Nobiltà, e non cantò mai sotto la direzione del compositore tedesco. Si dice che, anche quando egli non fosse in perfetta sintonia con l’orchestra, il pubblico non badasse a tale imperfezione ma rimanesse incantato dalle sue straordinarie doti vocali.
Forza, Estensione, Rapidità e Colore unici. Si diceva che grazie alla forma dei suoi polmoni e alla tecnica di respirazione, egli fosse capace di prolungare le note in misura tale da suscitare perfino l’incredulità.

Durante l’inaugurazione della stagione del 1734 scrissero: “Farinelli é una rivelazione”. Fino ad allora si era sentito unicamente una piccola parte di quello che il canto umano poteva raggiungere. Con Farinelli si andava oltre.

Nel 1746, durante il regno di Fernando VI, Farinelli si stabilì in Spagna e fu nominato dal monarca direttore dei divertimenti reali. Progettò una serie di rappresentazioni per il Real Coliseo del Buen Retiro di Madrid ed il Real Sitio di Aranjuez. Nella capitale spagnola divenne il favorito di Filippo V, che non potè più fare a meno del canto di Farinelli al fine di conciliare il reale sonno. Rimase a Madrid più di venti anni e successivamente continuò la sua corsa trionfale in diverse città.

Il suo carattere affabile ed equilibrato, cosa rara nel mondo dei divi, gli procurò tante amicizie ed ammiratori. Negli ultimi anni, benché avesse acquisito gran fortuna, insegnava canto per chi considerava che lo meritasse. Morì a Bologna a settantasette anni.


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