Brahms – Concerto per violino e orchestra in re maggiore op. 77 – Brahms e Joachim ed il Concerto per Violino.

Non è noto l’esatto periodo in cui Brahms si accinse alla scrittura del suo concerto per violino, sappiamo però che terminò di scriverne la prima copia nell’estate del 1878 a Portschach. Il suo desiderio era di comporre un concerto per il suo grande amico e violinista Joachim che, formatosi a Vienna sotto la guida di notevoli maestri quali Hanser e Bohn, si era trasferito a Lispia nel 1843 dove studiò con Mendelssohn.
Approfondì ulteriormente le sue conoscenze a Vienna dove lavorò con Liszt per cui nutriva grandissima ammirazione: tuttavia una sua già dichiarata inclinazione verso il Classicismo resa più consapevole dagli studi compiuti con Mendelssohn, lo portò a dissociarsi drasticamente da Liszt e dalla sua concezione della “nuova musica”.

Proprio in quegli anni (1851-53) strinse amicizia prima con Schumann e poi con Brahms con cui sempre fu legato da una reciproca ammirazione. Solo quando lo stesso Brahms prese le parti di Amalie Weisz, famoso mezzosoprano, nella causa di divorzio che Joachim aveva intentato con la moglie, i loro rapporti si raffreddarono, ma il violinista non cessò di farsi araldo della musica di Brahms, a cui rimase fermamente devoto.
E’ a lui, infatti, che si deve l’affermazione di Brahms in Inghilterra, dove nel 1877 diresse per la prima volta la Sinfonia n.1 a Cambridge in occasione della cerimonia in cui venne consegnato allo stesso Joachim il dottorato in musica honoris causa. E’ con grande amicizia e sincera modestia che Brahms spedì il 22 agosto 1878 la parte per il violino solista all’amico, accompagnandola con queste parole: “Dopo averti scritto questo, io mi sono chiesto cosa potrai fartene della sola parte per violino. La mia intenzione è, naturalmente, che tu la corregga, non limitatamente alla qualità della composizione, e che, se pensi che non valga la pena di pubblicarla, me lo dica. Io ti sarò molto grato se mi indicherai quali parti sono difficili, inopportune o impossibili da eseguire. L’intera opera è in quattro movimenti”. Così rispose Joachim: “Mi fa molto piacere sapere che hai scritto un concerto per violino, e in quattro movimenti! Ho dato un’occhiata a quello che mi hai mandato e ho fatto alcune annotazioni e modifiche, ma senza la parte dell’orchestra non vuol dire molto. Io posso ricavare molto da questo lavoro e vi è una gran quantità di ottima musica per violino, ma se è possibile suonare con agio in una calda sala da concerto…ti lascio immaginare….Non potremmo passare un paio di giorni insieme?”. La proposta del violinista fu di provare il concerto a Berlino prima del Natale dello stesso anno, ma Brahms, sempre alla ricerca della perfezione, continuamente assillato da dubbi e ripensamenti, rifiutò e il 23 ottobre così scrisse: “Io sono lento a scrivere, per la prima, poi! Se tu pensi qualcosa a proposito del mio lavoro prendi accordi per gennaio. Io non posso scrivere niente di definitivo al momento, soprattutto dopo aver “inciampato” nell’Adagio e nella Scherzo”.
Si fece restituire il manoscritto, seguirono lettere sconfortate in cui lamentava la mediocrità dell’Adagio e la sua totale insoddisfazione per lo Scherzo, ma il 12 dicembre aggiunse: “Ti restituisco la parte e sono completamente d’accordo con le tue correzioni. Le parti per l’orchestra potrai vederle a Lipsia il 1° gennaio nel caso tu voglia suonarlo lì.” Nonostante il concerto presentasse notevoli difficoltà Joachim lo eseguì puntualmente il 1° gennaio, ma Brahms non lo reputò ancora pronto per la pubblicazione. Dopo che Joachim, ripresosi il manoscritto, eseguì il pezzo numerose volte in Inghilterra ottenendo un buon successo, nel marzo 1879 ricevette dal musicista questa lettera: “Il fatto che tu abbia ancora il mio lavoro non è una grave disgrazia. Ma io sono ansioso di vedere quali modifiche hai fatto e se saranno convincenti o se dovrò consultare qualcun altro, cosa che non voglio fare. Dimmi, questo concerto è pronto per essere pubblicato?”
Tuttavia non tutte le correzioni piacquero all’autore, che il 22 giugno scrisse: “Dovrai pensarci due volte prima di chiedermi un altro concerto! E’ una buona cosa che il tuo nome compaia sullo spartito; tu sei, poco o tanto, responsabile della parte del violino solista”. Il pubblico e la critica non furono entusiasti: lo considerarono una composizione che non valorizzava il violino ma al contrario pareva scritta ‘contro’ di esso; comunque il concerto venne pubblicato dall’editore Simrock nell’ottobre 1879.