moonlightsonataLa Sonata in Do# minore op.27 n.2 è nota al grande pubblico come Sonata “Al chiaro di Luna”. Questa definizione venne coniata dal poeta Ludwig Rallstab, amico di Beethoven e futuro autore delle parole di molti Lieder di Franz Schubert. A suo avviso, il primo tempo della sonata evoca infatti una passeggiata al chiaro di luna, sul lago dei Quattro Cantoni. Prima di ciò, la sonata era stata soprannominata “della pergola”, poiché si pensava che l’autore l’avesse composta all’ombra di una pergola. Secondo Karl Holz, che avrebbe ricevuto le confidenze di Beethoven, il primo movimento sarebbe una marcia funebre, composta per un amico in fin di vita. Franz Liszt definì il secondo movimento “un fiore fra gli abissi” probabilmente riferendosi alla netta differenza stilistica tra questo movimento quello e i due che lo racchiudono. Il carattere lunare del primo movimento e quello irruento dell’ultimo necessitano di un momento di riflessione che possa evitare l’eccessiva discontinuità di una transizione diretta ed il secondo movimento sembra proprio separare con grazia ed eleganza questi due abissi emozionali.

Tanto interesse per questa sonata lasciò sorpreso Beethoven, che avrebbe dichiarato al suo allievo Carl Czerny: “Non si parla altro che della sonata in Do diesis minore; io ne ho scritte di migliori, come quella in Fa#, che è tutt’altra cosa”.

La sonata è dedicata alla contessa Giulietta Guicciardi, di cui il musicista si invaghì senza essere ricambiato.

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