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Schumann – Concerto per Pianoforte e Orchestra in La minore op.54

Il Concerto è in tre movimenti:

– Allegro affettuoso
– Intermezzo: Andantino grazioso
– Allegro vivace

Nessuna pausa tra gli ultimi due movimenti, l’attacco è “Subito”. Schumann preferiva indicare solo due movimenti nei programmi di concerto come:
– Allegro affettuoso
– Andantino e Rondò

La forma in tre movimenti è tuttavia quella utilizzata più comunemente. Il primo e il terzo movimento sono in forma-sonata, mentre l’Andantino grazioso centrale è in Liedform (ABA) con l’aggiunta di una Coda finale.

Primo Movimento
Il primo movimento, “Allegro affettuoso”, si apre con un’introduzione energica e serrata del pianoforte in cui si delinea il primo tema eseguito dai fiati. Il tema viene poi ripetuto dal pianoforte solo, che si anima improvvisamente e inizia un fluente arpeggiare. Su di esso gli archi disegnano una melodia appassionata, giocata sulle variazioni dinamiche e sugli ingressi dei fiati che rinforzano alcuni incisi. Il ritorno del tema A, eseguito dal pianoforte,viene subito “ricantato” dal clarinetto. Il clima è sognante, gli archi assistono, accompagnando con suoni lunghi e radi i guizzi continui del pianoforte, che crea corrispondenze, rimandi, con oboe e clarinetto. Gli archi, protagonisti nell’orchestra classica, vengono qui utilizzati principalmente come sostegno; in effetti eseguono anche il secondo tema, ma questa idea verrà ben presto abbandonata e non costituirà materiale per lo sviluppo. Alle sonorità degli archi, vengono preferite quelle più vibranti dei fiati, le voci calde e pastose dei legni che evocano in più di un’occasione la voce umana. Un ritardando annuncia l’Andante espressivo: il pianoforte solo prima, poi con il clarinetto e flauto, ripropone il primo tema, questa volta frammentato, ancor più evanescente perchè rallentato. L’introduzione del pianoforte si ripresenta con foga, reiterata dal resto dell’orchestra da cui scaturisce con un più animato lo Sviluppo. Si tratta sempre del materiale tematico di A che viene trasformato. Il pianoforte non ha una dimensione interlocutoria nei confronti dell’orchestra, ma è un tutt’uno con l’orchestra. La melodia principale è eseguita dai fiati, congiuntamente al pianoforte, in perfetta fusione: da essa emergono abbinamenti timbrici nuovi e profondamente suggestivi (ad esempio flauto e fagotto). La ripresa attacca nella stessa tonalità iniziale. Dopo l’identica ripetizione della prima parte, Schumann ci porta in un altro mondo, con una modulazione a sorpresa. A questo punto il pianoforte, da solo, prende voce con una bellissima cadenza, dove la poesia e il vagabondare assorto hanno il sopravvento sul virtuosismo.
Con l’indicazione “Allegro molto” giungiamo alla sezione conclusiva del movimento. Solo il primissimo inciso del tema A viene utilizzato, ripetuto con foga sempre crescente. E’ ancora tutto affidato ai fiati e al pianoforte. Gli archi compaiono solo qua e là, raddoppiando la melodia. Con un ultimo arpeggio del pianoforte, che ribadisce le note dell’accordo di tonica, si chiude il movimento.

Secondo Movimento
Il secondo tempo, Intermezzo, inizia sottovoce, con un breve inciso in cui pianoforte e archi paiono giocare a domande e risposta. I fiati con gli archi stessi introducono una nuova idea cantabile e dinamica. L’alternanza dialettica di questa due zone è la caratteristica più evidente del movimento. Un rarefarsi progressivo della melodia, che scende rallentando verso il grave, permette di riattaccare, con rinnovata energia, una vertiginosa scala ascendente, su cui inizia l’ultimo movimento, “Allegro vivace”.

Terzo Movimento
Le prime battute sono chiaramente introduttive: il pianoforte accenna l’inizio del tema e gli archi rispondono con rapidi passaggi ascendenti, creando un clima di aspettativa fremente in cui il solista si libera fimalmente con il suo gaio canto. Guizzante e vitale, trova il suo opposto nella seconda idea, fluente e dal ritmo uniforme. L’alternanza continua di motivi costituisce la prima parte del movimento, in cui il pianoforte è il dominatore incontrastato della scena. Sono di nuovo i fiati a dar vita a uno spunto cantabile, eseguito in canone con il pianoforte. Ripreso anche dagli archi, viene ripetuto dapprima integro, per poi dissolversi, mentre riemerge carico di baldanza il primo tema. In clima euforico, in cui le audaci scelte ritmiche creano giochi di elusioni metriche e di slittamenti, il concerto volge al termine.

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Il Concerto ed i suoi protagonisti