Tra le note della partitura Mozart lasciò spassosi commenti che descrivono il povero cornista alle prese con i passaggi particolarmente difficili

Fu per soccorrere un vecchio amico salisburghese, Joseph Leutgeb, suonatore di corno che si trovava in serie difficoltà economiche, che Mozart, ormai compositore di successo a Vienna, dette vita a una serie di opere per Corno nelle quali seppe individuare e valorizzare appieno le peculiarità dello strumento. Questi concerti rivelano in modo esemplare l’ambiguità di Mozart-Uomo e Mozart-Genio: la propensione al gioco, l’infantile spensieratezza si coniugano con un’arte finissima, con una scrittura strumentale, che continuano a sbalordire e incantare gli ascoltatori.


Il Concerto n.1, del 1782, comprende solo due Allegri e richiede un solista di doti eccezionali.