L’Opera Buffa e l’Opera Francese – Rousseau e Rameau

rousseauLa “Querelle des Bouffons” ovvero “La guerra dei buffoni” fu la disputa filosofica e musicale che si innescò in Francia nella metà del XVIII secolo. Tutto ebbe inizio a Parigi nel 1752 con la rappresentazione de “La serva padrona” di Giovanni Battista Pergolesi e la contemporanea esecuzione dell’opera di Jean Baptiste Lully “Acis et Galatée”. Fu opinione comune che l’opera di Pergolesi si contraddistinguesse per il carattere melodico della musica, e contemporaneamente per la semplicità e la freschezza del soggetto. Di contro la complessità, e la grandiosità del lavoro di Lully venne messa in discussione proprio per la difficoltà di essere fruita dal grande pubblico.
Parigi si divise in due schieramenti, vivaci e polemici, come se il dibattito rappresentasse un caso nazionale: l’uno era formato da “veri con conoscitori della Musica e dell’Arte”, da critici come Jean-Jacques Rousseau e Diderot, ai quali si associò il gruppo degli enciclopedisti. Questi elogiavano l’opera buffa italiana considerandola più attuale e piacevole dell’opera francese del tempo, il cui stile era dettato dai due grandi compositori Lully e Jean-Philippe Rameau.
L’altro schieramento, più numeroso, raggruppava ricchi, potenti e donne, sosteneva la musica francese e all’Opéra occupava soprattutto la zona sotto il palco del re,  mentre agli “italianisti”, sostenitori dell’Opera Buffa spettava la zona sotto il palco della regina: ecco perché furono anche definiti come “Coin du roi” e “Coin de la reine”.
Rameau, più brillante di Lully nel difendersi sul piano teorico, difese i suoi lavori in una serie di articoli e continuò a scrivere musica col proprio stile. Il dibattito fu molto acceso per circa 2 anni, ma si spense definitivamente nel 1764 alla morte di Rameau.