Una tradizione millenaria

shofar-blowIntorno al 2000 a.C. il popolo Ebreo iniziò a distinguersi dagli altri popoli semiti nomadi del Medio Oriente, anche nella musica: strumenti tipici di quel periodo erano il tabret o tof (timpano), l’ugab (flauto), ed il kinnor(una lira di piccole dimensioni).
Strumenti riservati per il culto erano lo shofar, un corno d’ariete, la hazozra, una tromba, ed il pa’amon, un sonaglio usato solo dai sacerdoti.
Nel 1050 a.C. gli Ebrei occuparono la Palestina e la loro cultura cominciò ad essere influenzata dagli egiziaoni, dai popoli mesopotamici e dai fenici. Questa fu probabilmente l’unica volta in cui la tradizione musicale ebraica subì delle contaminazioni musicali esterne.
Dopo la diaspora (200 d.C.) il tempio perse il suo significato di centro del culto, a favore della sinagoga. I rabbini scoraggiarono la musica profana e modificarono la struttura di quella sacra, precedentemente accompagnata da più strumenti; prima dal kinnor, un’arpa a dieci corde, detta nevel e talvolta dalle hazozra ed ora solo dallo shofar, basandosi sul canto solistico. La tradizione musicale ebraica, si sta affievolendo sempre di più.