La Grandezza di una Cività si misura anche con la sua Musica

assirobabilonesie41La civiltà assiro-babilonese deriva dalle precedenti civiltà dei sumeri e degli elamiti, che si insediarono nelle vallate dei fiumi Tigri ed Eufrate quando formarono i primi insediamenti sedentari del genere umano.

I ritrovamenti archeologici in queste regioni ci “raccontano” di un’attività musicale già presente tra il II ed il I millennio a.C. destinata soprattutto a funzioni religiose, ma in uso anche per celebrare eventi a carattere laico. Il servizio musicale del tempio, svolto per lo più da musicisti professionisti, regolarmente stipendiati, veniva organizzato da un sovrintendente all’arte, il quale ricopriva nello Stato la carica più importante dopo il Re. Durante le fastose e solenni cerimonie, furono generalmente usate arpe a tracollo, flauti doppi e semplici, trombe, sistri, campane, campanelle, cimbali (piatti metallici variamente intonati), tamburi di tutte le specie e dimensioni. Tra queste civiltà inoltre, gli strumenti musicali non vennero mai considerati dei semplici oggetti sonori ma acquisirono una propria sacralità. In una tavoletta del 1300 a.C. troviamo descritto un cerimoniale dove il tamburo sacro (lilissu) è ricoperto da una pelle di toro; durante il rito, che si svolgeva nel tempio di Lumha (dio della saggezza) potevano partecipare solo gli iniziati alla vita sacerdotale. Al di fuori del repertorio liturgico, s’intonavano canti, si eseguivano musiche in tutte le occasioni sia pubbliche che privatem con repertori classificati per arti e mestieri.

Con gruppi strumentali e cori, presso questo popolo era infine usanza accompagnare i guerrieri alle battaglie o glorificare il loro rientro da campagne militari vittoriose.