RinaldoeArmidaLa favola pastorale è un poema lirico in forma teatrale che si affermò verso la metà del Cinquecento che veniva scritto per essere letto o rappresentato. Gli scenari potevano essere campi, foreste e altre idilliche e piacevoli ambientazioni dove si muovevano pastori, pastorelle e divinità silvane. L’azione drammatica si limita a delicate avventure amorose e a qualche peripezia conciliabile con la vita pastorale e che conduce sempre a un lieto fine. Il fascino della favola pastorale non consiste nella trama ma nella descrizione degli ambienti e dei sentimenti, nel fascino sottile della lingua e nella delicata sensualità delle immagini in cui eccellevano i poeti italiani del Rinascimento. Orfeo è la prima favola pastorale scritta da Poliziano; le musiche prevedevano almeno tre canzoni solistiche e un coro che si inserivano in mezzo alle parti recitate. Gli esempi più belli di favola pastorale sono Aminta di Torquato Tasso e Il Pastor Fido di Battista Guarini. Nella favola pastorale l’intervento della musica è facilmente comprensibile non solo a causa del suo contenuto prevalentemente lirico, della sua brevità e della presenza nella sua struttura di cori, canzoni e danze, ma anche per via del linguaggio fiorito e soave. La melodia è presente in tutte le sue parti massime perché sono rappresentati divinità, ninfe e pastori di quell’antichissimo secolo, nel quale la musica era naturale e la favella quasi poetica.