Carl_Maria_von_WeberLa struttura del pezzo è molto originale e comprende una lunga introduzione dal carattere mesto ed esitante che prepara la prima danza vivace e festosa; poi, come se di colpo si fossero accese le luci del salone di un palazzo fiabesco, la musica prende a scorrere senza soste, proponendo temi sempre nuovi, brillanti e gioiosi come se uscissero da un pozzo musicale senza fine. Ritmi di valzer si alternano a danze ricche di energia in cui raramente il modo maggiore cede il passo al modo minore. Ad un tratto la luce si fa più tenue, ritornano sonorità soffuse, la festa volge verso il termine e si spengono le luci.

La composizione è per pianoforte, ma divenne più nota nella versione orchestrale realizzata da Hector Berlioz. Fu scritta nell’estate del 1819, mentre Weber trascorreva insieme alla moglie Carolina un periodo di serena vacanza nella loro residenza vicino Hosterwitz. E’ un’opera brillante, tuttora considerata un pezzo di bravura, il cui primo esecutore fu lo stesso autore.

Quando Weber fece ascoltare questa composizione per la prima volta alla moglie, le presentò anche il seguente quadretto: un cavaliere si avvicina a una dama (A), che risponde distrattamente(B); l’invito si fa più insistente (C), come lasciano ben intendere le appoggiature sul DO e sul LA bemolle (C); lei allora acconsente (D). Il cavaliere comincia a conversare (E) e la dama risponde garbatamente (F); lui si esprime con sempre maggior calore (G), mentre lei ascolta con compiacenza (H). Ad un tratto iniziano le danze: il cavaliere la invita a ballare (I) e lei accetta volentieri (L); si avvicinano alla pista, prendono posto e attendono che la danza cominci (M). Iniziano le danze. Al termine, il cavaliere ringrazia, la dama risponde con cortesia, quindi i due si separano.

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