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Josquin Desprès

(Beaurevoir, Piccardia 1440 ca.- Condé 1521)

Josquin Desprès è considerato il più grande tra i compositori fiamminghi ma, nonostante l’indiscutibile fama, rimase sconosciuto fino all’Ottocento.

Grandi esponenti della scuola franco fiamminga, erano anche Heinrich Isaac, Jacob Obrecht e Pierre de La Rue.

Il Desprès, detto anche Deprès, Depret, Desprez, Deprez, Des Près o anche solo Josquin, studiò a Parigi probabilmente con Johannes Ockeghem, ma per circa 40 anni visse e operò in Italia, dapprima come cantore del Duomo di Milano e poi come compositore presso gli Sforza, al servizio sia del duca Galeazzo Maria Sforza sia del cardinale Ascanio Sforza; quest’ultimo firmandosi con il nome di Jasquin d’Ascanio.

Grazie all’invenzione della stampa musicale e alle stamperie di Ottaviano Petru (1466-1539) la sua musica ebbe un’enorme divulgazione e le opere a noi pervenute sono moltissime, tra Messe, Mottetti, ChansonFrottole. A Josquin Desprès va il merito di essere  riuscito a fondere i complessi intrecci della polifonia fiamminga con la lineare cantabilità della melodia italiana.

Nacque intorno l’anno 1450 in Piccardia. Si hanno le prime tracce delle sua esperienza musicale nella cappella pontificia di Roma tra il 1486 e il 1499. Dopo alcuni anni in Francia, si trasferì per un certo periodo in Italia, a Ferrara, per servire Ercole I d’Este. Per lui scriverà la messa Hercules dux Ferrarie il cui tenor è tratto dalle vocali del nome del committente (è formato cioè dalle note il cui nome contiene tali vocali, tenendo presente che all’epoca la nota do si chiamava ancora ut). Scrisse oltre 20 messe, composte secondo varie tecniche (come la messa su cantus-firmus, la messa parafrasi, la messa parodia) e basate anche su musiche profane come la celebre melodia L’homme armé, un centinaio di mottetti, oltre 50 opere vocali profane (chansons e frottole) in francese e italiano.

Desprez (o Des Pres) fu punto di riferimento per tutti i contemporanei e oltre, fino ad essere elogiato anche da Lutero, Palestrina e Orlando di Lasso.

La fama di Josquin fu tale che in molti vollero pubblicare musiche firmate col suo nome per favorirne il successo. Va quindi considerato che una composizione a lui attribuita da una fonte del XVI secolo può non essere sua. Tra le sue messe, oltre alla Hercules dux Ferrarie e alle due messe L’homme armé, ricordiamo la Missa de beata Virgine e la Missa Pange Lingua, che è probabilmente l’ultima da lui scritta.

Anche i contemporanei Antoine Brumel e Isaac scrissero Missae de beata Virgine.

Tra i suoi mottetti, il mottetto per il periodo natalizio Praeter rerum seriem a sei voci, il Miserere a cinque voci, Ave Maria, Virgo serena a quattro voci e Tu solus qui facis mirabilia a quattro voci.

Come il contemporaneo Pierre de La Rue e altri musicisti fiamminghi, ad esempio Johannes Ockeghem, Josquin utilizzò abbastanza spesso la scrittura in canone.

Per la chiarezza espressiva e per l’equilibrio presente fra il testo e la musica, peraltro sostenuta da felice invenzione melodica e ampia conoscenza del contrappunto, egli può essere considerato come il più rappresentativo musicista del Rinascimento.

Morì a Condrè-sur-l’Escaut nel 1521.