Pyotr Ilyich Ciajkovskij (Kamsko-Votkinsk,7/5/1840-San Pietroburgo, 6/11/1893)

Tchaikovsky

Pyotr Ilyich Ciajkovskij nacque da un ingegnere minerario e da Aleksandra Andreevna d’Assier. Fu terzo di sette figli della coppia. Il legame coi fratelli fu sempre molto intenso specie con Aleksandra e Modest.
Iniziò a prendere lezioni di pianoforte all’età di cinque anni, da una serva liberata, Marja Markovna Palčikova. Nel 1850 assiste con la madre per la prima volta ad un’opera lirica: Una vita per lo Zar di Michail Ivanovič Glinka. Quest’opera e il Don Giovanni di Mozart costituiranno sempre una pietra del paragone per il compositore.
Nel 1850 supera l’esame per l’ammissione alla Scuola di Giurisprudenza di Pietroburgo che frequentò per i successivi nove anni.Nella Scuola di Giurisprudenza ottenne risultati mediocri, ma strinse amicizie che si prolungarono per tutta l’esistenza, scoprendo anche debolezze umane: quali quella per il fumo ed il bere Nell’ambiente tipico di tutte le comunità chiuse , si realizzarono per Čajkovskij anche le prime esperienze omosessuali.

A sedici anni ascolta per la prima volta il Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart: è un colpo di fulmine, una assoluta rivelazione del proprio destino per la musica.  Quel tempo (ultimo anno della Scuola di Giurisprudenza) fu per Čajkovskij ricco ed appagante sotto l’aspetto di vita di società, ove riscuoteva non marginali successi, anche nel campo femminile, riuscendo simpatico a tutti.

Nel giugno del 1854 morì la madre.

L’anno 1868 segna nella vita del musicista l’episodio sentimentale con la cantante belga Désirée Artôt: si parla di matrimonio addirittura ma in realtà la cantante finirà sposa di un celebre baritono spagnolo, ma resteranno amici, si scriveranno e rivedranno.

Gradatamente si intensifica il lavoro compositivo, per il quale alla fine opterà abbandonando l’insegnamento. L’ouverture-fantasia Romeo e Giulietta del 1869  è una dei prodotti migliori tanto formalmente che per contenuti.Una nuova opera lirica vede la luce nel tra il 1870 e il 1872  “L’ufficiale della guardia” ed un’altra ancora poco più tardi, nel 1874 “Il fabbro Vakula”, rielaborata, quest’ultima, sotto il titolo “Gli stivaletti ” nel 1885. L’attrazione verso la musica lirica teatrale fu sempre notevole nel musicista. Una gran parte della critica musicale ritiene del resto che il migliore Čajkovskij stia proprio nel settore teatro musicale e nelle ultime tre sinfonie nonché nel balletto.

A trentacinque anni si apre ad un genere musicale all’epoca sottostimato, la musica di balletto, e ad essa dovrà buona parte della sua fama. Nel 1877 va in scena “Il lago dei cigni”.

Nello stesso anno una sua ex-allieva, Antonina Ivanovna Miljukova, nata nel 1849, gli scrisse una lettera-dichiarazione d’amore e, seppur poco convinto nell’intimo e contro il parere di amici e parenti,si decise per un matrimonio fulmineo. Le nozze furono celebrate il 18 luglio 1877. L’esito di tale atto disastroso. Le conseguenze sulla sua psiche furono devastanti: costantemente in preda ad una fortissima repulsione verso la moglie, scivolò nella Moscova tentando un suicidio che si risolse in un  semplice raffreddore. Ripresosi fisicamente da questo, passò presto ad un grave esaurimento nervoso aiutato da familiari, amici.
Ma non sono pochi i critici che hanno notato come fu anche questo suo “isolamento”, questa sua “diversità” una delle spinte a scrivere
La conclusione della vicenda con la moglie ed il periodo di riposo che ne seguì,  segnano una graduale ma costante rinascita spirituale ed artistica del compositore. Le musiche scritte da allora, non solo aumentano quantitativamente ma cresce la qualità e non ultimo il successo in Russia come all’estero. È un crescendo che non si interromperà di fatto sino alla ambigua morte, tanto che molti musicologi sono certi che se Čajkovskij fosse sopravvissuto avrebbe realizzato ancora molta musica, con soluzioni pure e senz’altro innovative e al passo coi tempi: la particolare scrittura de La bella addormentata, Lo Schiaccianoci, Iolanta e della Sesta sinfonia, sembrano testimoniarlo.