Cornamusa

Strumento musicale a riserva d’aria, di carattere pastorale, universalmente conosciuto, ma diffuso soprattutto in Europa (Scozia, ecc.).
Riassumendo in sé tre princìpi funzionali — inaccessibilità delle ance, riserva d’aria, emissione simultanea di almeno due suoni, uno dei quali fisso — la cornamusa ha costituito una vasta famiglia strumentale, i diversi tipi della quale sono caratterizzati dalla materia e dalle dimensioni del serbatoio d’aria, dalla materia, dal numero e dalla disposizione dei tubi (melodici e bordoni), dal sistema d’insufflazione (che può avvenire sia attraverso la bocca sia per mezzo di un piccolo mantice), dalla natura delle ance.
La menzione e le raffigurazioni della cornamusa nelle arti occidentali si fecero frequenti solo nel medioevo e nei secoli seguenti; la sua utilizzazione fu diversa nel corso delle varie epoche: strumento dei menestrelli, strumento di danza e di feste paesane, di trattenimenti di corte, di marce e di cortei, di pastorali, di musica militare, ecc. Nel xvii sec. apparve nella famiglia delle cornamuse la varietà aristocratica conosciuta sotto il nome di musette.

Per quanto concerne la musica popolare europea, la cornamusa, ancora in uso in numerosi paesi, conserva un posto importante nelle tradizioni paesane e pastorali.