La Lira a partire dai Sumeri

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Strumento musicale a corde, nel quale due braccia unite da una traversa formano una sorta di telaio, o giogo. Le corde sono tese dalla tavola anteriore della cassa alla traversa. Nelle lire costruite con casse di risonanza, il corpo e la tavola formano una scatola vuota di legno, in alcuni tipi di lira la cassa può essere costituita dal guscio di una tartaruga, e la tavola da pelle animale. Le lire con braccia asimmetriche erano note presso i sumeri già nel 2800 a.C.; nell’antico Egitto si suonava uno strumento di minori dimensioni e con le braccia simmetriche.

La lira fu estremamente popolare in Grecia, dove veniva impiegata in particolare nelle cerimonie in onore del dio Apollo; erano costruite in due varianti principali: la kithara, suonata da musicisti professionisti, che possedeva braccia sottili e simmetriche e veniva suonata con il plettro, e la lyra, pizzicata direttamente con le dita e costruita con un guscio di tartaruga che svolgeva il ruolo di cassa e una tavola armonica di pelle di toro.

Il kinnor degli ebrei, lo strumento di re David, era assai simile alla kithara.

Le lire furono utilizzate anche nell’Occidente latino a partire dall’anno 1000 circa. Fino ad allora questi strumenti venivano pizzicati direttamente con le dita; in seguito, l’uso dell’arco divenne assai più diffuso.

Lire di quest’ultimo tipo sono ancor oggi piuttosto diffuse in Finlandia ed Estonia. In Galles fu diffusa fino al XIX secolo la crwth, strumento formato da una tastiera posta fra la traversa e la cassa.
Oggi alcuni tipi di lire vengono suonate nella parte orientale del continente africano: fra queste si ricordano la beganna, assai simile alla kithara, e uno strumento simile alla lyra, il krar, entrambi diffusi in Etiopia.