Quello veneziano come modello dell’Europa Barocca

agrippinaIl melodramma rispondeva ai forti desideri musicali della società veneziana dell’epoca barocca e alla forte domanda di teatro di musica. Venezia e Napoli, tra il XVII ed il XVIII secolo erano le capitali del melodramma fin tanto che non lo divenne Londra agli inizi del Settecento. Venezia, a differenza di Napoli, era un ambiente in cui convergevano le diverse esperienze artistiche provenienti da altri centri. I compositori veneziani, tra cui Antonio Lotti, ebbero la capacità di conservare a lungo i caratteri del linguaggio locale, tanto da far sì che vi fosse una conformazione dei musicisti esterni, che componevano opere per il pubblico veneziano. Handel, ad esempio, compose per le scene veneziane l’Agrippina, riscuotendo un clamoroso successo e dimostrando al tempo stesso, pur per la sua giovane età, la straordinaria capacità di padroneggiare anche lo stile “veneziano”, forgiando quel capolavoro che è per l’appunto “Agrippina”, che accolse tali consensi da farlo inneggiare a “Viva il caro Sassone”. Accadde comunque che alcuni elementi stilistici di origine partenopea iniziarono a spandersi nella penisola italiana, approdando pure alla città lagunare, nei teatri della quale frequentemente, per soddisfare la incessante richiesta, giungevano lavori d’importazione. Questa influenza partenopea si riversò inevitabilmente anche allo stile operistico veneziano di Lotti, almeno in alcuni aspetti formali: il fulcro delle sue composizioni può dirsi ancorato al passato di Cesti, Cavalli e anche di Monteverdi.

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Categorie: Musica Sacra