Importò la Musica Italiana in Germania

Schutz-Heinrich-03Lo stile della scuola organistica della Germania del Nord deriva largamente dalle sue opere: a cento anni dai suoi insegnamenti il suo retaggio culminò nell’opera immortale di Johann Sebastian Bach. Le composizioni di Schütz mostrano la chiara influenza dei maestri italiani Gabrieli e Monteverdi e della scuola franco-fiamminga. I suoi lavori più rappresentativi sono quelli di Musica Sacra che vanno dai pezzi per voce solista accompagnata da uno strumento, alla musica corale a cappella. Fra i suoi lavori più noti si possono citare i tre libri di Symphoniae sacrae, il Psalms of David, il Sieben Worte Jesu Christi am Kreuz (Le ultime sette parole di Cristo sulla croce) e le sue tre Passioni. La musica di Schütz, inzialmente molto complessa e ricca di strumenti, subì una svolta e si trasformò raggiungendo uno stile semplice ed austero come quello delle tre Passioni. Di certo la guerra dei trent’anni aveva distrutto molte risorse musicali tedesche e non era più possibile eseguire le splendide e monumentali opere nello stile della Scuola veneziana che avevano contraddistinto la produzione giovanile di Schütz.

Egli fu uno degli ultimi compositori ad usare la scala modale.

Nella sua musica fa un uso estensivo dell’imitazione ed una caratteristica peculiare delle sue opere sono le dissonanze generate da due o più voci che si muovono fra dissonanze contrapposte alla linea armonica. Ancora più rilevante è il fatto che la sua musica evidenzia un forte accostamento al significato dei testi. Nonostante non ci sia pervenuta alcuna sua opera di musica profana, a parte poche arie di canzoni, ma nessuna musica strumentale, egli viene considerato il più grande organista tedesco.

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