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Dall’Organalis alle Fughe di Bach

Fuga_a_3_voci

Le Forme Polifoniche sono delle composizioni musicali caratterizzate da più voci (vocali e/o strumentali) che “cantano” simultaneamente.

Le prime fonti scritte che attestano l’uso della pratica polifonica si collocano intorno al 900 circa. Nel trattato anonimo dal titolo Musica Enchiriadis, proveniente dalla Francia settentrionale, sono infatti riportate le prime informazioni su questa pratica consistente nel sovrapporre, ad una melodia desunta dal repertorio gregoriano, detta vox principalis, una seconda voce, detta organalis, a distanza intervallare di quarta o di quinta e procedente per moto retto.

A partire da queste forme iniziali si raggiunsero forme più complesse, caratterizzate da un numero di voci sempre crescente e da strutture compositive più complesse come quella del “contrappunto”. La sovrapposizione, in contrappunto, di più voci, introdusse degli schemi compositivi molto elaborati, e spesso basati sul principio dell’imitazione.

Una delle forme polifoniche, dove più efficacemente si mise im pratica la tecnica contrappuntistica, fu la Fuga, portata ai massimi livelli, di complessità e perfezione, da Johann Sebastian Bach.