Nella storia della musica, erano riconosciuti come castrati i cantanti maschi adulti con voce di soprano, mezzosoprano e contralto (registri tipicamente femminili), ottenuta mediante castrazione durante l’infanzia e prima della pubertà, o perché, a causa di disfunzioni endocrinologiche, non hanno mai raggiunto la maturità sessuale.

Vere e proprie “macchine per cantare”, furono impiegati da molti operisti e compositori (come Händel) fino all’inizio del XX secolo, dopodiché tale pratica cadde in disuso e fu dichiarata illegale.

Tra i più celebri si ricorda Carlo Broschi, in arte Farinelli. I castrati venivano raramente chiamati con questo termine: più frequentemente si usavano i sinonimi musici o evirati cantori. Venivano anche definiti “quarta voce” dopo le voci bianche, le voci maschili e le voci femminili.