KatiaRicciarelli

La vibrazione delle corde vocali, provocata dall’aria emessa dai polmoni che le attraversa, produce la nostra voce naturale.

Possiamo distinguere l’altezza ovvero la nota della nostra voce e questa dipende dai muscoli che tendono e avvicinano le corde vocali stesse: più queste sono in tensione, più acuto è il suono che generano. Tutto il meccanismo di regolazione è un fatto istintivo.

Una persona che parla sfrutta il minimo flusso d’aria per far vibrare le proprie corde vocali; se si vuole sviluppare un suono più forte aumenta la tensione delle corde vocali, ottenendo così anche un timbro più acuto. Evidentemente parlare in modo più acuto e intenso mette sotto stress le corde vocali, ma questo non è il modo naturale di parlare, è più una condizione di emergenza di eccezionalità. Di contro per chi, come contro i cantanti o le guide turistiche, ha bisogno di usare la voce a lungo e a volume molto alto il meccanismo istintivo di fonazione non è più sufficiente.

La fonazione usata nel canto è la cosiddetta impostazione o voce impostata: si sfruttano diverse cavità orofaringee, craniche e tracheali come cassa di risonanza, secondo il principio sfruttato in molti strumenti musicali a corde, creando così un secondo sistema oscillante accoppiato con quello delle corde vocali.

Come si imposta la voce?
1) Durante l’emissione del suono, bisogna mantenere in espirazione i polmoni, ovvero un flusso d’aria continuo e maggiore del normale. E’ fondamentale il controllo della respirazione e dei muscoli coinvolti (diaframma e muscoli addominali) per tenere la cassa toracica il più possibile aperta e per espandere al massimo i polmoni;

2) Bisogna imparare l’autoosservazione e, con l’aiuto di un maestro, modellare gola, palato, lingua e labbra per mantenere la risonanza al variare della nota che si sta cantando. Con questa tecnica le corde vocali devono soltanto iniziare la vibrazione e poi la stessa si autosostiene, mantenuta dalla pressione dell’aria in arrivo dai polmoni.

Cantando con la voce impostata si avverte sempre una sensazione di vibrazione, che può variare a seconda della particolare cavità che sta risuonando. Le vibrazioni sono solitamente localizzate alla radice del naso, ma possono anche essere nella fronte per i suoni più acuti, oppure nel petto per le note più gravi.

Il suono si può avvertire lungo il palato o premere contro gli incisivi superiori. Le corde vocali è come se non intervenissero in questo meccanismo se non per innescare la vibrazione iniziale. Se si usa a dovere la tecnica corretta capita spesso che dopo aver cantato mezz’ora o più con voce impostata ci si senta la gola perfettamente riposata e fresca, pronta a ricominciare. Ecco perchè i grandi cantanti d’opera, prima di entrare in scena, cantano gran parte dell’opera chiusi nei loro camerini come se la stessero ripassando. L’effetto terapeutico del canto con voce impostata è ormai stato riconosciuto anche dalla medicina ufficiale, e molti foniatri e logopedisti usano alcune tecniche di educazione al canto sui loro pazienti.