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La catalogazione delle opere di Bach, a differenza di quella adottata per altri compositori non si basa sulla cronologia. La numerazione delle opere di Mozart (K1, K2, ecc.) si basa sul catalogo redatto nel 1862 da L.von Köchel ed è di tipo cronologico. Similmente, il catalogo adottato per Haydn (per es. Hob. XVI/6) va per settori, all’interno dei quali si è introdotto un ordine cronologico.

Per quanto riguarda Bach, la numerazione delle sue opere è accompagnata dalla sigla BWV (Bach-Werke-Verzeichnis); all’interno di alcuni blocchi (come le Cantate, le Passioni, le Suites) essa procede con continuità, ma, ad esempio, la Cantata BWV 106 è giovanile, mentre la Cantata BWV 5 è di un periodo successivo. Questo vuol dire che, a differenza degli altri sistemi di catalogazione, un numero inferiore non indica un periodo precedente.

E’ noto che Bach abbia cominciato a scrivere Cantate in gioventù, ma dal 1723 in poi, in qualità di Cantor a Lipsia, dovette scriverne un numero ragguardevole per garantire nuove “cantate” per le funzioni settimanali; è verosimile che non sempre scrisse pagine nuove e che sovente abbia ripreso “vecchie” pagine. Questa attività di rilettura e di riscrittura potrebbe essere alla base della mancanza di una relazione univoca tra l’aspetto cronologico e quello di raccolta.