I battimenti nel pianoforte

Forse non tutti sanno che nel pianoforte ci sono ben 243 corde per 88 tasti: ci sono 8 corde basse singole di grande diametro avvolte a spirale da uno o due strati di filo di rame armonico, 5 corde doppie più 7 corde triple avvolte da un singolo strato di rame armonico e 68 corde triple di acciaio. Più si sale lungo la tastiera e più si rende necessario questo tipo di rafforzamento per garantire l’equilibrio complessivo tra le corde lunghe e spesse dei suoni gravi e quelle corte e sottili delle note acute. Accade dunque che due o tre corde vengano percosse simultaneamente dal martelletto per produrre la singola nota. Per riprodurre l’unisono è necessario che le corde in questione siano identiche ma questo è vero solo in linea teorica. Le corde di un medesimo tasto non oscillano indipendentemente, ma fanno parte di un sistema unico, meccanicamente connesso, che contiene, oltre alla frequenza desiderata anche la “pulsazione” tipica del battimento che scaturisce dal tentativo di riprodurre il medesimo suono di due o più corde. Nella pratica le corde hanno sempre qualche discrepanza, sia pur minima, ed il battimento una caratteristica intrinseca dello strumento. Se non si effettua una buona accordatura il battimento si esalta e produce un effetto indesiderato, sgradevole; se invece la differenza tra le corde è davvero minima, come quella di una buona accordatura, la frequenza del battimento è davvero bassa e il suono risultante è persino gradevole, più caldo, caratteristico di quello specifico strumento.