nino rotaIl suo nome, per intero, era Giovanni Rota Rinaldi, ma era meglio noto come Nino Rota. Nato a Milano il 3 dicembre 1911, da una famiglia di musicisti, la madre era la pianista Ernesta Rinaldi. Già ad otto anni inizia a comporre, e giovanissimo, nel 1923, entra al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano dove sarà allievo di Paolo Delachi e Giulio Bas. La sua prima vera opera è del 1922 “L’infanzia di S. Giovanni Battista” eseguito nello stesso anno a Milano e l’anno successivo in Francia. Nel 1926 scrive “Il Principe Porcaro”, una piccola opera per ragazzi ispirata ad una fiaba di Hans Christian Andersen. Tre quarti d’ora di musica che con discreta maturità, intensa e al tempo stesso ironica, convince il giudizio della critica. Nonostante le tante attività ed i successi conseguiti i suoi studi non finiscono; studia privatamente con Alfredo Casella a Roma, conseguendo il diploma in composizione musicale al Conservatorio di Santa Cecilia nel 1930. Dal 1930 al 1932 starà negli Stati Uniti per alcuni corsi di perfezionamento vincendo una borsa di studio a Filadelfia. Tornato in patria consegue la laurea in lettere all’Università degli Studi di Milano con una tesi dedicata al compositore Gioseffo Zarlino. Nel 1937 insegna teoria e solfeggio al Liceo Musicale di Taranto, mentre due anni dopo passa al Conservatorio Niccolò Piccinni di Bari, dove insegna armonia e composizione; di quest’ultimo istituto diventa direttore nel 1950. E’ durante la guerra che inizia la sua attività di compositore per il cinema; dopo aver realizzato il suo primo accompagnamento musicale per il film “Zazà” di Renato Castellani nel 1944, incontra, successivamente, Federico Fellini impegnato a produrre “Lo sceicco bianco”. Da allora tra i due artisti si instaura un’amicizia che durerà trent’anni e una collaborazione per numerosi film. Nel 1972 compone le musiche del film “Il padrino”. Nel 1977 vince il David di Donatello per il miglior musicista per il film “Il Casanova” di Federico Fellini. La carriera di compositore per colonne sonore non lo ferma dal comporre musica per orchestra, da camera e vocale, oltre a numerose opere liriche, tra le quali “Il cappello di paglia di Firenze”, permettendosi addirittura qualche incursione nella mondo della televisione con lo sceneggiato “Il giornalino di Gian Burrasca”. Nino Rota è morto a Roma il 10 aprile 1979, poco dopo la fine delle registrazioni della sua ultima colonna sonora per Fellini, “Prova d’orchestra”.

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