banjo

Strumento musicale, sul genere della chitarra e del mandolino, costituito da una cassa armonica rotonda su cui è tesa una pergamena; è munito in genere di quattro corde che si pizzicano con le dita o col plettro. Adatto soprattutto agli effetti ritmici, fu impiegato nei primi complessi di jazz. In effetti il banjo sembra appartenere ad una famiglia molto antica di strumenti musicali, visto che tamburi con corde tese su di essi si ritrovano un po’ dappertutto, riconosceremo come relativamente recente e diretto antenato di questo strumento solo quello che gli schiavi introdussero nel Nord America e nelle isole caraibiche. Rimane qui soltanto accennato che strumenti simili furono diffusi dagli Ottomani nei Balcani e dagli Arabi nella Penisola Iberica. Il primo accenno al “Banza” e’ in un documento martinicano del 1678. Meglio conosciuti i cenni al “Banjar, “Banjil”, “Bangoe”, Bangie”, Banshaw”, descritto e disegnato in un libro di un certo capitano John Stedman, un olandese. Lo strumento e’ attualmente conservato in Olanda, appunto, in un museo. Il presidente Thomas Jefferson cita il “Banjar” nelle sue: Notes on the State of Virginia, del 1785.

E’ dopo il 1840 che il banjo acquista popolarita’. E’ il periodo dei “Minstrels”. Dopo il 1870 il banjo si e’ diffuso anche in Inghilterra ed e’ oramai uno strumento di diritto inserito nella musica moderna e non relegato fra le classi piu’ basse e gli ambienti piu’ degradati (“The Boston Daily Evening Voice” del 1866).