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Come rinunciare alla profondità emotiva della Musica?

La capacità che ha la Musica, in ogni sua forma, di trasmettere emozioni non ha eguali. E’ un mezzo assoluto che non richiede l’aiuto di niente. Possiamo chiudere gli occhi e continuiamo a sentire. Possiamo tapparci il naso e continuiamo a sentire. Sentire in senso profondo, fino a provare emozioni.

Curioso è il fatto che “sentire” sia una parola che possiamo usare per indicare la capacità di udire suoni ma anche per indicare la capacità di provare emozioni.

La Musica, a differenza dell’Immagine, è un veicolo che non necessita di catalizzatori o di mezzi alternativi. E’ facile comprendere se facciamo un semplice esercizio. Proviamo ad immaginare il nostro film preferito senza il supporto di una base musicale: troveremmo che qualcosa manca.

Cinema e Musica formano un binomio inscindibile, anzi possiamo affermare che con la parola Cinema includiamo implicitamente la Musica; persino quando il Cinema era muto, si sentiva la necessità di un accompagnamento musicale.

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A partire dallo scorso secolo un nuovo genere musicale si è sviluppato come conseguenza della nascita del Cinema: La Musica per Film. Ormai è un filone consolidato che oggi ha in musicisti del calibro di E. Morricone, T. Newman, A. Silvestri, D. Marinelli, etc. etc grandissimi esempi.

Quello che ci piace evidenziare è che, in ambito cinematografico, sebbene la Musica per Film soddisfi pienamente le esigenze di produzione, non mancano continui riferimenti alla musica del passato. Particolare accento vogliamo porre sulla Musica Classica, o almeno quella che comunemente viene indicata come tale, per evidenziare il fatto che, nonostante si tratti di pagine scritte un secolo o tre secoli fa, non mutano la capacità di essere sempre vive e di raccontare l’emotività umana a prescindere dal Tempo.

Per ribadire il concetto, vi presentiamo una lista, che non vuole essere esaustiva ma solo esemplificativa, che include sia film recenti che film di qualche “anno” fa.  Dal Barocco al Romanticismo, dal Classicismo al Novecento, sono stati tanti gli autori classici scelti per “colorare” musicalmente momenti diversi: tristezza, impeto, amore, sogno.

Registi come Stanley Kubrick, Oliver Stone, Luchino Visconti, Bo Widerberg, Jean Reno, etc etc, hanno trovato in queste opere l’adatto complemento emozionale da aggiungere alle immagini e alle azioni.

1. Shine – Polacca in La Maggiore (Chopin)
2. 2022: i sopravvissuti – sinfonia n°6 “la pastorale” (L. V. Beethoven)
3. Arancia meccanica-  la gazza ladra (Rossini) sinfonia n°9 (L. V. Beethoven)
4. Shining – sinfonia fantastica 5° mov. “il sogno del Sabba delle streghe” (Berlioz)
5. Apocalypse Now – cavalcata delle valkirie (Wagner)
6. Platoon – adagio for string (Samuel Barber)
7. Il cacciatore – “cavatina” per chitarra (Stanley Myers)
8. Breve incontro – concerto n°2 (Rachmaninov)
9. Anonimo veneziano – concerto per oboe (A.Marcello)
10. Morte a Venezia – sinfonia n°5 (Mahler)
11. L’altra faccia dell’amore-  concerto n°1 (Tchaikovsky)
12. Manhattan – rapsodia in blu (G.Gershvin)
13. Il grande dittatore – danza ungherese n°5 (Brahms)
14. elvira madigan – concerto n°21 per pianoforte ed orchestra (Mozart)
15. Rollerball – toccata e fuga in Re minore (J. S. Bach) – sinfonia n°5 e 8 (Shostakovich) – adagio (Albinoni) – walzer da “la bella addormentata” (Tchaikovsky)