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Il Jazz italiano perde uno degli interpreti più grandi!

ariglianoSi è spento oggi un grande della musica nazionale: Nicola Arigliano. Nacque a Squinzano, il 6 dicembre 1923. A soli 11 anni scappò di casa e giunse a Milano, dove fu accolto da conterranei emigrati. Si mise in luce, dopo le prime esibizioni a carattere locale, nel 1946 dai microfoni di Radio Bari, partecipando al concorso Il Paradiso dei dilettanti.
Lui diceva di sè: « Ho cominciato da ragazzo. Studiavo un po’ di armonia, ero, anzi sono, un bachiano convinto, mi piace tutto di Sebastiano».
Negli anni successivi e dopo una lunga gavetta nei locali notturni del Nord Italia, fu notato da un produttore televisivo che lo fece debuttare in scenette e numeri musicali in alcuni programmi di varietà. La sua vita si divise tra musica e televisione. I primi dischi datavano 1956 ed erano 78 giri, per lo più di canzoni napoletane, registrati per la RCA Italiana; con il passaggio al 45 giri, ed alla etichetta Columbia, arrivò il primo successo con “Simpatica”, di Garinei, Giovannini e Kramer. Nel 1958 partecipò a Canzonissima e, successivamente, si fece notare in un programma televisivo dal titolo Sentimentale, condotto da Lelio Luttazzi, al quale partecipava come ospite fisso, insieme con Mina. L’omonima sigla divenne un disco di successo, inciso da entrambi i cantanti in due versioni differenti. Nel frattempo, Nicola Arigliano continuò a coltivare la sua grande passione, il jazz, e partecipò a festival ed a manifestazioni dedicate, e poté evidenziare il suo stile da “crooner”. Di questo periodo sono i maggiori successi discografici: Un giorno ti dirò, Amorevole, I sing ammore, My wonderful bambina, I love you forestiera. I titoli bilingui erano un vezzo degli autori di canzoni di fine anni cinquanta, che vedevano nella “canzone-cartolina” un mezzo per propagandare le nostre bellezze turistiche (un noto esempio di questo genere è Arrivederci Roma di Renato Rascel).
Nel 1963 fu protagonista di un altro show del sabato sera, Il cantatutto, con Milva e Claudio Villa, in cui si divertiva a scambiarsi il repertorio con gli altri due colleghi e ad esibirsi in gag e scenette comiche.
Nicola Arigliano con Franco Cerri nel 1959. Nel 1964 partecipò al Festival di Sanremo con Venti chilometri al giorno ed al 12° “Festival della Canzone Napoletana” con il motivo di Nisa e Salerno “Si’ turnata”, eseguito in abbinamento con Sergio Bruni. Successivamente iniziò una lunga e fortunatissima carriera come testimonial pubblicitario, che gli assicurò ottimi introiti anche quando i suoi impegni musicali si diradarono, con il cambio generazionale e l’avvento dell’ondata beat. Nicola Arigliano tornò sorprendentemente in televisione nel 1977 in alcune puntate di Non stop, una trasmissione di Enzo Trapani dedicata al cabaret: era un pistolero vestito di nero che “uccideva” gli artisti a rivoltellate, pronunciando la battuta: «Non voglio noie nel mio locale!».nicola-arigliano-by-vincenzo-cosenza

Nel 1985 realizzò un disco dal vivo (Mario Schiano presenta Nicola Arigliano al night club “Il Sorpasso” – Con l’orchestra “I Primi”) nel quale, a dispetto del titolo, Mario Schiano non era presente: era, infatti, l’organizzatore di alcune serate musicali presso Castel Sant’Angelo a Roma per festeggiare il “sorpasso” del PCI sulla DC alle elezioni Europee del 1984 (donde il nome night club “Il Sorpasso”); suonarono però nel disco alcuni tra i più noti jazzisti italiani, come il tastierista dei Marc 4, Antonello Vannucchi, Gegè Munari alla batteria e Giorgio Rosciglione al contrabbasso.

Nel 1996 vinse il Premio Tenco per il suo album I sing ancora. Nel 2001 pubblicò Go man!, disco registrato dal vivo a Milano, con la presenza di alcuni tra i più noti jazzisti italiani: Franco Cerri, Enrico Rava, Gianni Basso, Bruno De Filippi, Renato Sellani e Massimo Moriconi. Nel marzo 2002 con la band di Ascolese prese parte ai festival jazz di Capodistria e Fiume. Nel 2003 prese corpo la proposta, avanzata da Fiorello, di avere Arigliano come ospite al Festival di Sanremo, allora condotto da Pippo Baudo; poiché però il regolamento vietava ospiti italiani fuori gara, la federazione dei discografici (Fimi) si oppose, e svanì l’idea di un duetto fuori gara con Fiorello per la mancata adesione di quest’ultimo. Arigliano fu però al teatro Ariston due anni dopo. Nel 2005, con i suoi ottantuno anni di età, è stato il cantante più anziano a partecipare ad un Festival di Sanremo: nell’occasione vi ha presentato il brano Colpevole (accompagnato da Antonello Vannucchi dei Marc 4 e Franco Cerri), vincitore del Premio della Critica. Nella serata del venerdì, dopo l’eliminazione e l’esecuzione del brano in gara, gli è stato permessa una jam session con i suoi musicisti sulla base di On the sunny side of the street[2]. Nell’estate dello stesso anno rivoluzionò il suo gruppo optando per una formazione senza pianoforte, che sostituiva con la fisarmonica e la chitarra: con questa versatile band ha aperto un periodo particolarmente attivo e fervido, riscuotendo dappertutto unanimi consensi.

La sua ultima esibizione (con l’inseparabile Frank Antonucci alla chitarra, il Reverendo Otis al contrabbasso, Al Ventura alla fisarmonica e Santi Isgrò alla batteria) risale all’8 settembre 2007, in occasione del premio alla carriera che gli ha voluto tributare la sua Squinzano. Nel 2007, insieme ad un suo staff di collaboratori, ha inaugurato il suo myspace. A gennaio del 2009 è uscito il primo di 3 CD, che si intitola L’altro Arigliano, ristampa di un suo album uscito nel 1980, ampliato con alcune registrazioni più recenti. Un altro CD, My Wonderful Nicola, è uscito l’anno precedente.

È morto all’età di 86 anni nella notte tra il 30 ed il 31 marzo 2010 a Calimera.

(Biografia estratta da wikipedia)