Hai mai sentito parlare della “Fantaisie-Valse” di Erik Satie? È un brano per pianoforte davvero affascinante, soprattutto perché ci mostra un lato del compositore molto diverso da quello a cui siamo abituati con pezzi famosissimi come le Gymnopédies.
Immagina un Satie giovanissimo, di appena 19 anni. È il 1885 e sta ancora cercando la sua strada. In questo periodo scrive la “Fantaisie-Valse”, un pezzo che profuma ancora della musica da salotto parigina di fine Ottocento. Non è ancora il Satie eccentrico e minimalista che conosciamo, ma un giovane musicista che si muove con eleganza tra le note, seguendo uno stile più convenzionale.
La melodia è delicata e sognante, molto orecchiabile, ma se ascolti bene, puoi già sentire qualche piccolo indizio del genio che verrà. Ogni tanto, tra un accordo e l’altro, spunta un’idea armonica un po’ “strana”, una piccola scintilla che preannuncia la sua futura originalità. All’epoca, quando fu pubblicata, alcuni la descrissero come un’opera “graziosa” e “priva di goffaggine giovanile”, mentre altri la trovarono un po’ troppo semplice e influenzata dalle musichette popolari del tempo.

Oggi, la “Fantaisie-Valse” non è certo uno dei suoi brani più suonati. Raramente la troverai nel programma di un grande concerto. Il suo valore è più storico: è come guardare la foto di un grande artista da ragazzo. Ci fa vedere da dove è partito, ancora legato a un certo mondo musicale, poco prima di decidere di rompere tutte le regole e inventarsi uno stile unico e inconfondibile. In pratica, è uno sguardo prezioso sul Satie “prima di Satie”.