Sentieri Selvaggi EnsembleTeatro Elfo PucciniMilano, dicembre 2015
SABATO 24 MARZO ALLE 20.45
L’ENSEMBLE “SENTIERI SELVAGGI”, DIRETTI DA CARLO BOCCADORO IMMERSIONE FELICE NELLA MUSICA CONTEMPORANEA

IN PROGRAMMA ANCHE L’ESECUZIONE IN PRIMA ASSOLUTA DEL NUOVO BRANO DI BOCCADORO COMMISSIONATO DAL TEATRO VERDI, “UN GUANCIALE DI NUVOLE AZZURRE”, CHE AFFRONTA IL TEMA DEL VIAGGIO IN UN ATMOSFERA MALICONICA E DELICATA.

IL CONCERTO APRIRÀ CON LOVE ALWAYS COUNT CHE MICHAEL NYMAN HA DEDICATO PROPRIO AI “SENTIERI SELVAGGI”; E POI COMPOSIZIONI DI PHILIP GLASS, STEVE REICH, MAURO MONTALBETTI, LUCA FRANCESCONI

PORDENONE – Ancora grande musica al Teatro Verdi di Pordenone con un attesissimo appuntamento dedicato alla musica contemporanea: sul palcoscenico del Verdi salirà, sabato 24 marzo 2018 (ore 20.45), una delle ensemble più celebri nell’ambito di questo genere musicale, i Sentieri Selvaggi diretti dal grande Carlo Boccadoro, compositore, direttore d’orchestra, pianista, percussionista e musicologo.

Sentieri Selvaggi nasce nel 1997 da un’idea di Boccadoro con Filippo Del Corno e Angelo Miotto con lo scopo di avvicinare la musica contemporanea al grande pubblico, grazie ad un approccio informale e fortemente divulgativo. I musicisti – Lorenzo D’Erasmo (che sostituisce Andrea Dulbecco) per vibrafono e percussioni, Paola Fre flauto, Mirco Ghirardini clarinetto, Andrea Rebaudengo pianoforte, Piercarlo Sacco violino e viola, Aya Shimura violoncello, diretti proprio da Carlo Boccadoro – riescono ad unire eccellenti doti tecniche a flessibilità ed efficacia comunicativa in costante contatto con il pubblico, così necessarie per rendere davvero felice l’ascolto della musica “nuova”.
Sentieri Selvaggi è regolarmente ospite delle più prestigiose stagioni musicali italiane (Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Teatro alla Scala, Biennale di Venezia, Società del Quartetto di Milano e molte altre), dei maggiori eventi culturali del nostro paese e di festival internazionali a New York, San Pietroburgo, Cracovia, in Uzbekistan. Il gruppo ha stretto collaborazioni con i più influenti compositori internazionali come Nyman, Glass, Lang, Andriessen, MacMillan, Bryars, Wolfe, Vacchi e promuove una nuova generazione di compositori italiani quali Antonioni, Colasanti, Mancuso, Montalbetti e Verrando. Il catalogo delle loro produzioni editoriali e discografiche conta oltre 10 titoli, significative sono anche le produzioni di teatro musicale. Diffondono il proprio repertorio anche in contesti inusuali, in spazi alternativi alla consueta sala da concerto, dando ampio spazio ad attività trasversali con scrittori, architetti, scienziati, video-maker, attori, registi, musicisti rock e jazz.

Il concerto pordenonese, costellato di brani di grandi firme della migliore musica contemporanea, prevede una interessantissima prima assoluta – occasione non rara al Comunale Giuseppe Verdi – di Un guanciale di nuvole azzurre di Carlo Boccadoro, scritto su commissione proprio del Teatro Verdi. Il testo su cui si basa è una rielaborazione di Cecilia Ligorio di antiche liriche cinesi che hanno come tema principale il viaggio. Dedicato alla memoria di Severino Cesari, un amico del compositore scomparso di recente, il brano per voce e ensemble ha una struttura musicale rarefatta, malinconica e delicata.
In programma anche Love Always Counts, un brano frizzante di Michael Nyman del 2007, dedicato proprio a Sentieri selvaggi. Si tratta della rielaborazione per sestetto dell’ouverture dell’opera Love Counts del compositore inglese, che racconta di una storia d’amore tra un’insegnante di matematica e un pugile della categoria dei pesi medi. Anche Insieme II di Luca Francesconi è una seconda versione di un brano precedente, scritta per l’ensemble in occasione della stagione di musica contemporanea 2015, che annualmente Sentieri Selvaggi organizza a Milano. In programma anche Facades, una pagina molta conosciuta di Philip Glass, che in parte deve la sua fama al film Koyaanisqatsi di Godfrey Reggio, di cui è colonna sonora. Si proseguirà con Music for pieces of wood di un altro celeberrimo compositore americano, Steve Reich e con A ricompor l’infranto, l’ultima frase che chiude l’opera musicale Il sogno di una cosa di Mauro Montalbetti, composta per il quarantennale della strage di Piazza della Loggia a Brescia. Il brano è stato scritto dopo l’ultimazione dell’opera come a dover ricomporre la memoria infranta di questa triste pagina della storia recente.