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La prima music-star della storia. L’inventore del rap. Il primo a comporre una musica su una sola nota. Ma soprattutto, un Gioachino Rossini mai sentito, attraverso l’audace e sorprendente operazione di Mario MarianiThe Rossini Variations. Una rivisitazione, anzi una riscrittura dei più famosi brani di Rossini, interpretati dal pianoforte creativo di Mariani, in uscita il 5 settembre. Dal celeberrimo compositore pesarese al suo poliedrico concittadino, che da sempre opera secondo il motto “un altro pianoforte è possibile”. Dichiara Mariani: «Auspico da sempre un altro piano, nel senso di un altro modo di intendere il mio strumento. Il lavoro su Rossini mi ha suggerito, dovendo in qualche maniera ricostruire una musica nata per essere eseguita da un’orchestra, l’utilizzo di tecniche estese dal grande impatto sia sonoro che performativo, visto che la necessità sonora produce anche un gesto che diviene dunque “teatrale”. Ad esempio nell’incipit della Gazza Ladra suono il rullante con il mio amato frullino (un cappuccino shaker Ikea!), oppure uso le biglie per fare il bending sulle corde, imitando il suono del gatto nel celebre “Duetto Buffo” che qui, vista la sua connotazione “western”, diviene un “Duello buffo di due gatti”» .

The Rossini Variations è il quarto album per pianoforte solo di Mario Mariani, una figura unica nel suo genere. Sciamano e showman, performer imprevedibile e interprete creativo che da sempre affronta il pianoforte come strumento di conoscenza e dialogo con il pubblico, il compositore e pianista pesarese si è distinto nel panorama internazionale per il suo stile che privilegia la performance avvalendosi di tecniche estese al pianoforte, molte delle quali di sua invenzione. The Rossini Variations esce a un anno di distanza da The Soundtrack Variations (dedicato al cinema) e rivela un percorso accattivante, che coniuga rispetto per la figura rossiniana e estrosa interpretazione, ironica ma mai eccessiva. «Già da anni ogni tanto eseguivo qualche parafrasi e variazione sulle overture di Rossini e l’evento forse scatenante è stato la riparazione del mio amato Steinway del 1906 (su cui ho poi inciso le Rossini Variations) facendomi, dopo anni di sperimentazioni radicali, tornare la voglia di suonare musica classica. Sebbene alla “mia maniera”… La preferenza è andata inizialmente ai brani più conosciuti, in modo da permettere al pubblico di apprezzare le sonorità particolari e le variazioni, con l’aggiunta di qualche chicca “musicologica” come la versione per una sola nota di “Mi lagnerò tacendo” su testo del Metastasio e le Variazioni sulla Petite Messe Solennelle che mi hanno permesso un’escursione da John Dowland alla Famiglia Addams, facendo il verso anche a quel “minimalismo pianistico” che va tanto di moda e che io preferisco chiamare “minimismo”, di cui come si intuisce non sono un grande fan».
The Rossini Variations esce in occasione del 150nnale dalla scomparsa di Rossini (1868-2018) con rifacimenti, variazioni e improvvisazioni dei brani più famosi tra cui le overture della Gazza LadraGuglielmo Tell Italiana in Algeri, il Largo al Factotum, il “Duetto buffo di due gatti” e la celeberrima Tarantella. Le trascrizioni a cura di Mariani sono affiancate a variazioni polistilistiche con momenti di natura improvvisativa, a rendere lo scintillante spirito rossiniano che, per usare le parole di Stendhal, “allontana dall’anima tutte le emozioni meste”. Ancora Mariani: «Quando parlo di un Rossini “anti pianistico”, mi riferisco alla difficoltà del trascrivere una musica originariamente scritta per orchestra, operazione resa ancora più ardua dallo scintillante spirito rossiniano, pieno di ribattuti che come ogni pianista sa sono uno degli scogli più complicati della tecnica pianistica. Rossini stesso era “compiaciuto” della difficoltà esecutiva della propria musica specialmente al pianoforte particolarmente nelle trascrizioni. E si racconta che quando Liszt gli presentò una trascrizione, peraltro ottima, credo del Guglielmo Tell, Rossini ci rimase male… ».
Diplomato in pianoforte presso il Conservatorio Rossini, Mario Mariani è noto per la sua lunga carriera di compositore e solista, presente in numerosi festival italiani ed internazionali grazie a un approccio al pianoforte riconoscibile ed eclettico. Nella sua figura, come dimostrano il lavoro per il cinema, gli album, le residenze artistiche e le operazioni “site specific”, si fondono il compositore, l’interprete e il performer. The Rossini Variations è il suo quarto disco di pianoforte solo, dopo Utopiano (2010), Elementalea (2012) e The Soundtrack Variations (2017), è un lavoro altamente rappresentativo del suo temperamento eclettico e dissacrante: «Per me fa tutto parte di un unicum  in cui le figure di compositore, interpretazione e improvvisatore, come era in passato, fanno capo ad un solo musicista. Oltre a queste figure, prettamente musicali, ho sempre pensato a me come ad un performer o meglio un “piano artist” visto che questo termine può comprendere molto altro. Molti mi definiscono “showman” perché mi vedono interagire con il pubblico con ironia e – credo – empatia. La mia grande curiosità mi porta a documentarmi e a studiare tante discipline diverse e riunirle nel mio centro che è appunto quello musicale e se dovessi definire il mio approccio alla musica, ma anche alla vita, direi che è un misto tra un uomo rinascimentale e un hacker».