3299Pianosequenza è la nuova idea artistica di Francesco Di Fiore, musicista palermitano, questa volta “regista” e “attore” di una sequenza musicale di altissimo livello.
Una serie con oltre venti brani da cinema, per pianoforte, messi insieme senza “montaggio”.

Pianosequenza, come forse molti sanno, è una tecnica cinematografica caratterizzata da una sola inquadratura, generalmente lunga: da Orson Wells (Quarto Potere, 1941) a Alejandro González Iñárritu (Birdman, 2014), sono tantissimi i registi che l’hanno adottata, e che l’adottano, ancora oggi, nonostante le innumerevoli tecniche moderne e gli strumenti tecnologici a disposizione.

Nyman, Di Fiore, si proprio lui, Glass, Tiersen e Susman ovvero “Lezioni di Piano”, “Il Diario di Anna Frank”, “Lo Zoo di Venere”, “Alle Sei in punto”, “The Hours”, “The Truman Show”, “Amélie” e “When medicine got it wrong” sono il Pianosequenza “girato” dal compositore palermitano. Nessuna pagina nuova, a meno di una nuova interpretazione ed una nuova chiave di lettura. Un fiume di immagini ed emozioni, di ieri e di oggi, che scorrono placide nella solitudine del pianoforte.

Pianosequenza ci immerge nella scena dei ricordi, delle malinconie, alimentando l’attesa e l’aspettativa, di chi non conosce la prossima scena, ed è bellissimo, stare lì, la prima volta, cercando di indovinare il prossimo brano.

Ed è pur sempre un pianosequenza e potrà capitare di essere impallati (musicalmente) da un muro divisorio di hitchcockiana memoria, se non condivideremo la scelta del brano, o di perdere il focus, per un istante solo, inseguendo una piuma sospinta dal vento, se non resteremo nella scia dei ricordi. Arriverà, sempre e comunque, il momento del riposo, della conclusione, del focus e della sottolineatura di un particolare, di un colore o di una sfumatura che darà significato all’intera scena.