Michael-Barenboim-High-Res-5-credit-Janine-Escher[1]Ivan Fedele, musicista d’eccezione e attuale compositore in residence dell’Orchestra di Padova e del Veneto, è artista di progetti vasti e complessi e di grandi costruzioni sonore. La sua opera è percorsa dal costante bisogno di misurarsi con le maggiori problematiche della creazione musicale, di indagare e di padroneggiare il lessico e la sintassi dell’arte dei suoni e di tenerli insieme in un linguaggio complesso ma organico. Non si considera un affabulatore, ma uno scultore del suono: i suoi brani sono concepiti come esplorazione e disvelamento di oggetti sonori cesellati, scuri o scintillanti, intagliati in un materiale solido come la pietra.
La ricerca e l’indagine degli archetipi della creazione musicale vive appieno in Lexikon III, il suo ultimo grande progetto per orchestra, ispirato ai concetti indagati da Italo Calvino nelle sue geniali e lucidissime Lezioni Americane. Di questo ciclo di brani, il prossimo Giovedì 16 Marzo 2017 all’Auditorium Pollini l’OPV, sotto la direzione di Marco Angius, eseguirà in prima assoluta il terzo ed il quarto pannello (Esattezza e Visibilità), commissionati al compositore nell’ambito della residenza in corso.
Ripercorrendo le riflessioni da cui ha preso le mosse per questo lavoro, Fedele afferma: “Ho sempre considerato le Lezioni Americane un ottimo libro di composizione. Il modo in cui Calvino rilegge, analizza e profetizza letteratura in questi testi si presta benissimo ad essere coniugato in termini musicali”. E davvero già scorrendo i titoli delle lezioni – Lightness, Quickness, Exactitude, Visibility, Multiplicity – ci si sente attraversare da intrecci di possibili flussi sonori. D’altra parte le domande da cui Calvino partiva non si limitavano all’ambito letterario, ma interrogavano la creatività in generale e le sue condizioni di possibilità in un mondo che sarebbe stato presto dominato dalle logiche del computer. Nelle Lezioni Americane, infatti, Calvino cercava di fissare alcune delle qualità della letteratura in grado di assicurarne la sopravvivenza nel labirinto dell’informazione incontrollata. Nel lavoro di Fedele le parole di Calvino fanno da scaturigine dell’immaginazione sonora; fanno scorrere la creazione musicale liberandola dei procedimenti meccanici, non umani, in cui altrimenti è spesso intrappolata. Scrive infatti Fedele: “ la finalità di questo lavoro è quella di sottolineare, ancora una volta, il primato dell’immaginazione”.
Flussi di immaginazione fervidissima attraversano da tutte le parti anche gli altri brani in programma, il Concerto per violino n. 1 in Re maggiore di Prokofiev, eseguito dall’OPV con Michael Baremboim al violino, di passaggio a Padova dopo il concerto di inaugurazione sotto la direzione del padre Daniel Baremboim nella sala Pierre Boulez a Berlino e ospite, il prossimo 24 aprile, del Maggio Musicale Fiorentino, guidato dalla bacchetta di Zubin Mehta, e la Sinfonia n. 4 in Re minore di Schumann. Il Concerto per violino (1917), in cui la successione inconsueta dei movimenti (lento-veloce-lento) crea un arco che parte dall’incanto, passa per il movimento e torna alla quiete, è espressione del Prokofiev più lirico, caleidoscopico e leggero, in grado di tenere tutta la sala sospesa a seguire gli arabeschi del solista e poi di sorprenderla con esplosioni entusiastiche di vivacità giovanile. La Sinfonia n. 4 è il più sperimentale e moderno dei lavori sinfonici di Schumann: l’autore la scrisse nel 1841 ma vi tornò sopra dieci anni dopo (l’orchestrazione fu in seguito ritoccata da Mahler). Al momento della revisione Schumann decise di ribattezzarla “Fantasia sinfonica” per render ragione della libertà del linguaggio che aveva scelto di usare: fra le novità introdotte, risalta la decisione di concepire i quattro movimenti come un tutt’uno, senza interruzioni, e soprattutto di derivare tutto il brano da un’unico spunto tematico – una concezione insolita per l’epoca, che tuttavia, insieme all’immaginazione sonora visionaria e fantastica di Shumann, aprì la strada ai successivi sviluppi del sinfonismo romantico.
Il giorno stesso del concerto, alle 10.30, sempre all’Auditorium Pollini, sarà aperta al pubblico la prova generale: biglietto intero euro 7, ridotto studenti euro 3 e alle ore 19.00 seguirà la guida all’ascolto all’Auditorium Pollini ad ingresso libero e gratuito a cura degli AMICI OPV, protagonisti Marco Angius ed Ivan Fedele.
La 51ª Stagione concertistica dell’Orchestra di Padova e del Veneto è realizzata con il sostegno di MiBACT, Regione del Veneto, Comune di Padova e Fondazione Antonveneta.