Intrigante, stimolante e assolutamente non convenzionale sarà la serata proposta da Francesco Libetta, Venerdì 23 Marzo 2018 ore 19.30 presso l’Auditorium del Conservatorio Tito Schipa, in occasione del compleanno di Franco Battiato, suo amico da tempo oltre che collega di avventure musicali.
Francesco Libetta non ha bisogno di presentazioni, compositore, pianista e direttore d’orchestra, di lui è stato scritto sul New York Times: «un poeta aristocratico della tastiera con il profilo e il portamento di un Principe rinascimentale» e poi ancora O. Bellamy su Le Monde de la Musique dichiara: «Francesco Libetta appartiene al novero dei grandi Signori del pianoforte. E’ erede di Moritz Rosenthal, di Busoni e di Godowsky».

L’idea di dedicare una serata al cantautore siciliano nasce sicuramente da una certa analogia tra le personalità dei due musicisti; l’originalità, l’eclettismo, la curiosità nella sperimentazione, la molteplicità negli interessi, li accomuna più di quanto possa sembrare.

Ne nasce così un evento sicuramente originale e dall’alto profilo culturale, non solo per lo spessore del protagonista, ma anche per i preziosi interventi di Rosario Coluccia, Professore Emerito di Linguistica Italiana presso l’ Università del Salento e Accademico della Crusca, e di Luca Bandirali, Docente di Teoria e Tecniche del Linguaggio Audiovisivo presso la stessa Università.

Con il Prof. Coluccia, Libetta dialogherà sul linguaggio usato da Battiato, sempre al limite dell’incomprensibile e del non sense, sul suo modo di utilizzare le lingue misteriose, esotiche o arcaiche per comunicare; a Bandirali invece il compito di descrivere il mondo cinematografico del cantautore, con le sue opere, da “Perduto Amor” a “Niente è come sembra”, senza trascurare “Musikanten” (in cui Libetta interpreta una parte), agli autori da lui prediletti, come lo Jodorovsky di “Metagenealogìa” da cui l’attore messicano Gerardo Efraín Gallardo Talavera ne leggerà alcuni frammenti.

Per la parte musicale, lo stesso Libetta al pianoforte, percorrerà un cammino tra quei compositori cari a Battiato, quindi L.v. Beethoven, F. Haendel e G.I. Gurdjef, durante il quale si avvarrà della collaborazione del collega Alessandro Trianni al saxofono e degli studenti della sua Scuola di Musica da Camera: Emanuele Balsamo, Sara Caliandro, Paola Caloro, Andrea Caputo, Milana Drobac, Cristian Greco, Alessandro Licchetta, Marco Margarito, Sara Metafune, Chiara Rucco, Andrea Sequestro, Nicoletta Vaglio, come in “Vision de l’Amen” di O. Messiaen, inserito in scaletta per la volontà di esprimere attraverso la musica dei concetti superiori, quali quello della fede e della trascendenza.
Ed in chiusura non poteva mancare “La Cura”, secondo il libero adattamento di F. Libetta, così come è inserito nel Secondo movimento del Battiatrio, per Pianoforte con Oboe e Saxofono.

Una serata quindi sicuramente molto interessante, singolare e per nulla scontata, quella che il Conservatorio inserisce in cartellone per la stagione concertistica, che da quest’anno è in sinergia con l’Amministrazione Comunale della Città.

Ingresso libero

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